Marocco-Spagna, una partita di calcio dentro una vita di antiche dispute

Marocco-Spagna, una partita di calcio dentro una vita di antiche dispute

8 Dicembre 2022 0 Di Bobo Craxi

Di fronte ad un terreo Lionel Jospin, allora primo ministro, nel 2001 allo Stade de France si materializzò “lo scontro di civiltà” La Partita amichevole fra la nazionale transalpina e l’Algeria anziché suggellare l’inizio di un processo di pacificazione vide una parte dei magrebini, i “beurs” come vengono definiti con disprezzo, fischiare sonoramente l’inno francese. Stessa scena qualche anno dopo, allora furono i tunisini che in faccia ad un contrariato Sarkozy ripetereno il medesimo gesto di disprezzo. I duelli calcistici fra gli ex coloni ed i colonizzati assumono sempre significati politici che trascendono il semplice motivo di rivalità sportiva; posto che sempre fra le squadre europee e quelle nordafricane il divario é sempre stato ampio al netto della presenza di numerosi calciatori oriundi o do nazionalità magrebina che militano nelle squadre della Ligue o della Liga Spagnola. Nel Mondiale qatarino non si é ribaltata la situazione ma poco ci manca. Innanzitutto la prima vittoria nella storia delle “aquile di Cartagine” sulla Francia ha assunto un significato che superava le ragioni sportive; una Francia già qualificata e svogliata ha lasciato prevalere i tunisini che si sono dannati l’anima pur di non abbandonare il torneo senza alcuna vittoria al loro attivo ed hanno inchiodato in in affannosa ripresa al recupero i francesi dopo averli infilzati con kasri il loro numero dieci fuoriclasse locale redivivo. Tunisi ha festeggiato, ma soprattutto nelle strade di Parigi si è festeggiato il mondiale “speciale” dei beurs che hanno prevalso sulla multietnica nazionale francese composta da giocatori che rappresentano per tanta parte il caleidoscopio delle conquiste coloniali dell’impero con i suoi cittadini che provengono dalle terre dell “oltremare” Ad alta tensione politica lo scontro fra i dirimpettai delle colonne d’Ercole, ovvero quello fra il Marocco e la Spagna. Il Regno Spagnolo si distende oltre i propri confini iberici ed occupa ancora il porto di Ceuta e l’enclave di Melilla in pieno continente africano. Cedute dal Portogallo alla fine del 1600, mai più restituite neanche quando cessó nel 1956 il protettorato spagnolo sul Sahara, occupazione definitivamente cessata nel 1976 ed oggi in parte territorio marocchino. La rivendicazione marocchina é sempre stata sotto traccia, la scelta recente del governo Sanchez di stringere legami e rapporti con i vicini algerini nemici ha divaricato le posizioni, pur mantenendo virtuosi legami di carattere economico. Un contenzioso sotterraneo rimane per esempio quello di vaticinare la realizzazione del ponte o del tunnel che colleghi i due continenti ma di farlo partire dalla sponda spagnola e non da quella marocchina, ma questo si vedrà. Il duello calcistico dell’altra sera ha se possibile rappresentato una rivincita almeno di carattere sportivo per il regno del Marocco, i giornali locali esaltano l’impresa,ma oltre l’affermazione clamorosa di una squadra africana ai quarti di finale c’è l’indubbio significato politico di un duello che ha trovato nella finale girandola dei calci di rigore, dove non c’è stata partita, un suggello emblematico della disfida. La Spagna dominatrice delle competizioni europee e mondiali negli ultimi anni é stata messa sotto dai propri vicini di casa, gli eredi dei condottieri berberi hanno schiacciato quelli della reconquista. Ora gli attendono i vecchi portoghesi, brutti clienti calcistici ed antichi dominatori del Marocco; dominazione le cui vestigia Cristiane son rappresentate dalla antica città medievale di El Jadida che s’affaccia sull’Oceano Atlantico. Intrecci di storie e di culture, revanscismi vecchi e nuovi, gli eterni incroci che regalano le vicende del mediterraneo che molto poco hanno a che vedere con le devastazioni di Bruxelles e le odiose cinghiate di Verona che pure tuttavia sono stati epifenomeni di antiche separazioni ed antichi conflitti che rivivono sotto le Mentite spoglie della rincorsa dietro un pallone, uno dei pochi linguaggi universali che parlano e praticano tutti i popoli.