Parlo alla rosa
15 Dicembre 2022Perché non parli dissi alla rosa che la spina mi aveva punto. Mi guardava come fanno i fiori a chi potrebbe strapparli per egoismo, per vanità mai per generosità.
Non si è mai generosi con i fiori, ma sempre egoisti a rubare profumi. Lei, la rosa, era cosi silenziosa a crescere intorno al sole. Rubava il calore che fanno i raggi di una stella così vicina che puoi toccarla. Parlavo di me ad una rosa, come il folle parla all’aria correndo per poi fermarsi di colpo. Le parole mica si ordinano al bancone del bar come il caffè.
Dissi alla rosa che quelle spine mi avevano segnato la carne, come graffi di donna all’amore, le dissi di quel tepore che fanno i pensieri d’amore d’inverno e mi sono perduto nel raccontare le sfumature dei suoi colori. Il sangue ora usciva dal graffio come acqua sorgiva, rosso come ogni speranza, come ogni idea di domani, come ogni passione come tutti le morti ardite.
La spina segnava la carne come a scriverci sopra il nome di questo dolore, perché il piacere è l’attimo prima del dolore e l’istante dopo che sembra non arrivare mai, che pare impossibile.
Poi capisci che è possibile volare anche con ali di cera, come Icaro, e sapere che le scioglierà il sole non fa niente, non è niente.
Perché non parli dissi alla rosa, lei silente non mi racconto con voce ma mi disse dell’offesa dell’ape, del fastidio el calabrone, della cupidigia dell’uomo grasso che la voleva rubare, della donna che non aveva mai amaro che se ne voleva ornare. Io le chiesi solo di parlare, lei mi chiese con il garbo del silenzio di ascoltare, e ci scambiamo senza mai fermare. Qualcuno dice che un uomo ed un rosa si stanno amando.



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