“Un mare interno” Gabriele Casale dipinti al Tribeca

“Un mare interno” Gabriele Casale dipinti al Tribeca

16 Dicembre 2022 1 Di Fabio D'Achille

Mad Museo d’Arte Diffusa presenta “Un mare interno” dipinti al Tribeca, la personale di Gabriele Casale fino al 31 gennaio 2023 a cura di Fabio D’Achille.

“Il mio lavoro si sviluppa per serie, o tematiche, che hanno vita autonoma ma portano avanti un discorso coerente e organico sul paesaggio; ciò avviene tramite elementi pittorici, ricorrenti ormai da diverso tempo, che ne determinano il comune denominatore. Alcune di queste marine nascono su vecchie opere ma non ne coprono del tutto i precedenti segni, perché l’acqua è trasparente e gioca a velare gli anni”. 

Gabriele Casale

“…il contributo cromatico e naturale di Gabriele Casale approda al TriBeCa in uno spazio espositivo alle “sponde” della periferia della città subito oltre la circonvallazione… la mostra svela questa serie dedicata al nostro territorio, quello delle isole (anche culturali), del mare che lambisce le coste di una città un tempo sommersa, palude fino a novant’anni fa. 

Un mare interno il nostro, quello della nostra gente che ha appunto il mare dentro anche se lo vede e lo vive fuori”.

Fabio D’Achille

Gabriele Casale nasce a Latina il 5 Gennaio 1982. Dopo la maturità scientifica, presso il liceo Ettore Majorana di Latina, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 2005 consegue la laurea in pittura, con lode, discutendo una tesi sull’Iperrealismo. Dal 2001 al 2009 collabora, nel campo del mosaico, con l’Atelier d’arte spirituale del Centro Aletti di Roma. Attualmente si occupa di pittura e mosaico. Il mezzo espressivo principale è la pittura. Ha iniziato gli studi pittorici partendo dai fondamenti e tale rigoroso percorso è stato poi necessario per gli sviluppi  della sua professione. Strada facendo ha capito sempre meglio quali fossero gli elementi della pittura per lui più interessanti. La linea, il segno, il colore, il ritmo e il movimento sono diventati i protagonisti delle sue opere. Attraverso una serie di trasformazioni graduali è così passato da una pittura di matrice figurativa a una pittura compiutamente astratta. Le diverse tecniche pittoriche, di volta in volta utilizzate, hanno determinato, in virtù del loro linguaggio intrinseco, la creazione di lavori eterogenei ma organicamente legati da una ricerca comune. Le sue opere, anche quelle più dichiaratamente astratte, hanno sempre avuto un rimando al mondo naturale. Per dirla alla Klee, è un “astratto con qualche ricordo”; questa frase l’ha sempre colpito fino ad averla fatta sua. La natura gli interessa perché con essa sente che dovremmo sentirci un tutt’uno. Non crede che la natura sia, di per sé, solo benigna ma pensa che vada riallacciato con essa un rapporto intimo. Essa stupisce, ci fa rimanere attoniti davanti alla sua forza, colpisce anche duramente ma rimane sempre un “fatto” imprescindibile per ogni essere vivente. Nei suoi lavori cerca di esprimere il legame che l’uomo ha, da sempre, con il mondo a sé esterno. Nel corso degli anni è stato molto influenzato dall’esperienza al seguito dell’artista gesuita Marko I. Rupnik e dal lavoro al suo seguito. Molto importante è stato l’incontro con le diverse anime della cultura dell’Europa orientale avvenuto presso l’atelier del Centro Aletti; il suo bagaglio di immagini e suggestioni si è arricchito degli stimoli provenienti da quel linguaggio, tutt’oggi parlato, che chiamiamo bizantino.

La locandina della mostra di Gabriele Casale

La locandina della mostra al Tribeca


Isole pontine, opera di Gabriele Casale

TriBeCa Café Latina Via don Torello 41_43

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