Per caso

Per caso

16 Dicembre 2022 1 Di Lidano Grassucci

Sono fuggito ad ogni dovere e vago nel nulla per piacere, vago in un mondo vuoto e “lo giudico”. Mi ergo a difensore del bene contro il male. Mi faccio moralista, fedele, tifoso, dogmatico e, se ci pensate, siamo tutti stati un poco in questa convinzione. Poi? Poi mi viene un dubbio: ma chi sono io? Questo pensiero mi porta diritto diritto al torto, ai miei limiti, a non aver nulla da giudicare perché io non sono assolto. Quando vedevo le facce vuote in realtà era vuoto il mio guardare non il loro vivere.

Capovolgo il pensiero e lo colloco dove va collocato. Il giudizio di Dio sta negli eventi e nella loro dissoluzione e l’inferno è la mediocrità di questa vita.

Ciascuno mi dice della sua eccezionalità, io mi rendo conto della mia banalità. Eccellenze ovunque, mentre ho bisogno di cose così come vengono.

Spalmare gorgonzola sul pane è la mia banalità e berci sopra un’acqua minerale, ringraziando il casaro e la sorgente. Ma intorno hanno altri menù. Ho visto una dama bellissima, ma mica aveva miracoli addosso, ma sorrideva e questo è più di quanto posso nella speranza che ha Natale.

Un amico di racconta il suo, piano, piano, gli escono le lacrime e mi guarda, impotente, la sorte non fa uscire quasi mai dodici ai dadi. Ma da dodici in giù la vita non arriva mai ad uno. Gli dico, due va bene amico mio del resto che fa. Uno e due e già si può chiacchierare. Passa il tempo, mi ringrazio da me.

Un Campari, mi sento a Milano. Una Isotta Fraschini e in due ore sono a Torino. Una dama che sale alzando la corsa e sono Nuvolari.

Così andarono le cose e non chiedo altro, ho scoperto di essere me stesso di persona e mi sono incontrato per caso.