Vino di cioccolato
20 Dicembre 2022Si sveglia d’improvviso in una scia, una notte d’inverno, una storia comunque sia, un desiderio, una voglia. Di cioccolato e di vino, già di vino, del signore del verbo che principia tutto.
Il cioccolato è un piacere non certo improvvisato, ma ascoltato dal palato. Ci si sente al sapore sapidi, pieni. Il cioccolato è una poesia mai finita, è un bacio dato non di lato, ma appassionato. Notte di inverno, notte di viaggio alla ricerca di un libro che non avevi mai trovato, o che avevi dimenticato.
Un libro in cui un pasticcere offre ad una dama il coraggio, la dama l’armonia di quel sapore da descrivere.
La veglia si fa piacere, le parole del libro sembrano calzare a lei come un vestito sartoriale a lei soltanto. Vanità, legge e morde il cioccolato, sente e bacia il calice di vino. Lui è un folletto, uno spirito dei boschi, il caldo è una sensazione e tutto pare nel libro.
Lei ha aria di Parigi, la notte è un maglione caldo, lana sulla pelle. Cioccolato, vino, parole in una Parigi che è un salto non con l’aereo ma con la testa.
Aria che gusta il cioccolato, ammorbidisce il freddo il vino. Femminile, e segue il racconto, segue le parole. Un artigiano lavora i pensieri avvolgendoli. Dio mio che senso, la mano è autrice di una carezza, lei di accoccola e si carezza. La cioccolata è piacere, il vino brivido e le parole annunciano l’estasi. Si sente bella.


