100 anni di aeronautica, quell’aeroporto militare da custodire e Alessandro Marchetti
28 Marzo 2023Sono nato in un tempo in cui i bambini giocavano a soldatini, un tempo in cui nei fumetti c’erano eroi di guerra e giapponesi e nazisti erano nemici. Gli aerei erano Curtiss o Grumman americani, Spitfire inglesi contro gli Zero giapponesi… siamo una generazione politicamente scorretta, male educata e peggio cresciuta. Poi, raramente, incappavano in storie di aerei italiani. Sul Corriere dei ragazzi pubblicarono la storia degli ultimi due caccia italiani in africa orientale, due Fiat Cr 42. Ildebrando Malavolta, era il nome del pilota che per ultimo combatté in quei cieli nel 1941, il 24 ottobre e protagonista del fumetto.
Questa lunga premessa per dire che amo il volo l’aeronautica e vederla in piazza a Latina un poco mi faceva tornare il bimbo, scorretto, che sono stato. Poi tra fanfare e uomini in uniforme e sullo sfondo un Macchi Castaldi 205 ho ripensato all’aeroporto Comani di Latina, la scuola di volo basico, poi il campo degli alianti a sezze, le casermette con la tecnologia per controllare il cielo rapportandolo ad una campagna elettorale, delle tante, dove nessuno parlando di Latina e del suo futuro parlerà di questo patrimonio, come ci siamo dimenticati i piloti di Cr 42 in africa orientale, ragazzi che fecero il loro dovere davanti all’impossibile.
A Latina, al Comani, c’è una scuola di volo base ad elica dove studiano piloti italiani e non solo, tutti i piloti italiani, una eccellenza nella formazione come l’Università, come il Conservatorio, come il Campus internazionale di musica, ma chi vi citerà queste istituzione destinate alla formazione dei ragazzi?
Vi griderà qualcuno un ennesimo deserto aeroporto civile, vi diranno che abbiamo la costa dimenticando di stare in una penisola con due grandi isole. Vi diranno di far venire qui questo e quello non conoscendo quel che già c’è.
Alle casermette, alla Chiesuola, c’erano i soldati della Nato che ci hanno portato il jazz, i pub il piacere di stare nel mondo. Quando sono andati via neanche li abbiamo salutati, ignoranti maleducati quali siamo.
Gli uomini dell’aeronautica da 100 anni difendono questo cielo “così bello quando è bello” per dirla con Alessandro Manzoni. Si alzano in volo con ogni tempo, con ogni luce ed ogni buio io farei loro ponti d’oro ringraziandoli di averci reso meno chiusi.
E… intitolerei una strada, ma grande grande, ad Alessandro Marchetti l’ingegnere di Cori che ha “inventato” l’industria aeronautica italiana.
Ma non ve lo diranno, non ne faranno cenno, perchè bisognerebbe sapere e sapere è fatica e studio.
Io saluto questi ragazzi a nome dei miei butteri che col naso all’insù si innamoravano del volo.


