Gli arnesi del prete che a Latina non si vedono
2 Aprile 2023Un compagno: Dice il capo che venite in uniforme e con gli arnesi.
Don Camillo: Mo quali arnesi?
Un compagno: Ma sì, il secchio ed il pennello, c’è della roba da benedire.
Giovannino Guareschi, Don Camillo e Peppone
Amo girare per la città, così piana, così densa di umanità ma… sfuggente. L’idea è quella dei gironi dell’inferno di Dante ma non con tanta disperazione certo ma con le distanze si. Ciascun girone nelle sue disgrazie e, in fondo, in talune virtù.
In centro a Latina di rado incontro un prete. Dice, ma che ci fai con i preti? Nulla, anzi sono e resto anticlericale, ma lui, il prete, è segno che la città si fa una domanda: la domanda di Dio. Badate non è poco, vengo da un posto dove i viventi erano meno delle chiese e le preghiere più dei lamenti. Vengo da un posto dove per ogni cosa c’era un santo di quella cosa a cui pregare, imprecare, sperare.
Non mi prendete per folle, ma notare le assenze spiega forse le articolarità. Non c’è uno straccio di prete e le chiese hanno i cancelli come avamposti di Dio nelle terre infedeli.
Le strade hanno il consumo, poco, la fretta tanta, forse il mostrarsi talvolta ma quasi sempre c’è il sole e niente. Si il sole e niente. Naturalmente amo questi spazi sono i miei, erano dei miei prima di me, nei secoli dei secoli, per restare nel tema. Le strade di rado vedono processioni, siamo nel tempo della settimana santa e per i cristiani è cosa straordinaria, un corso accelerato di umanitaria di poco più di una settimana. Un corso a cui da miscredente ho partecipato volte e volte perché non era la Fede che toccava a me, ma la cultura di quella fede che era in me.
I ragazzi comunisti del mio paese tra cui mio padre, goliarda e infingardo come pochi, alla vista del prete in bici sulla strada alla fine del campo lo apostrofavano “se non sarà quest’anno sarà il prossimo anno, anche i preti lavoreranno”. Immaginavano di lì a poco il Sol dell’avvenire, il prete “difeso dalla distanza” non incassava (era prete) e gli urlava “intanto lavorate voi”. Accennavano una cosa lunga, ma vana, contro il curato e tutto finiva lì.
Ma… ma ogni volta che papà impegnava la salita delle Coste per andare a casa all’altezza della madonnina che sta alla base “salutava” e alla fine nella corsa in cima all’altra madonnina “ringraziava”.
Questo vedete manca, la cosa che non si mostra ma che è dentro la consapevolezza di quanto è difficile vivere.
PS: se dovessi beccare qualche scomunica tranquilli, conosco già da me il mio posto e non è certo quello verso il cielo, qui sotto al caldo delle brace ci berremo un Campari pensando alla bellezza del creato che certo non è stato per me creato


