Coletta e la santeria

Coletta e la santeria

4 Aprile 2023 2 Di Lidano Grassucci

Non si può dire che sia “digesto” per gli avversari, anzi penso sia come una peperonata… Ti sfianca in fase digestiva. Damiano Coletta vince le primarie di centrosinistra contro Daniela Fiore che aveva dalla sua freschezza e determinazione. Lo fa con sorpresa, da fenomeno paranormale.

Lui come un mulo testardo, tira dritto.

Beh, se stessi negli avversari, mi starei non attento, di più.

Lui non fa la guerra di fronte, ti sfianca, ti impaluda ti porta su terreni inesplorati

Ha poi una guardia di fedelissimi che ricicciano come le macchie di calcare su un lavandino blu.

Eppure se ne erano andati Valeria Campagna, Massimilano Colazingari, Graziano Lanzidei, Maria Grazia Ciolfi, Oliver Tassi. Per tacere degli ideilogi della prima ora Giulio Capirci e Felice Costanti.

Sottratti tutti, lui resta intonso, satollo. Come se al caffè ci togli la caffeina, l’acqua, lo zucchero ti resta il caffè e non capisci come sia possibile.

Comunque sia è un unico della politica locale.

Non lo spieghi con Guicciardini o Machiavelli, manco con le categorie di Norberto Bobbio…

Qua si spiega solo con il Divino Amore, la Madonna del Soccorso, l’intercessione di Sant’Antonio da Padova, la Santissima di Vallepietra.

Siamo alla politica della Provvidenza, del miracolo.

Consiglio agli avversari, per non capire nulla, di cominciare a piazzare una sede alle Ferriere, Santa Maria Goretti aiuta, non so se farà bene ma certo non può fare male.

A Latina rischiamo la santeria, quella religione caraibica che pare cristiana ma è animista.