Malvaso e Lusena assolti e quelli che li avevano già condannati

Malvaso e Lusena assolti e quelli che li avevano già condannati

12 Aprile 2023 0 Di Lidano Grassucci

Sbattere un uomo in carcere, lasciarlo solo, in preda alla paura e alla disperazione, interrogarlo solamente quando la sua memoria è smarrita per l’agitazione, non è forse come attirare un viaggiatore in una caverna di ladri e assassinarlo?

Voltaire

 

Non entro nel merito dell’inchiesta Olimpia, una inchiesta del 2016 su alcuni piani particolareggiati e sul Latina calcio,  ma ricordo una conferenza stampa in cui l’avvocato di Vincenzo Malvaso, Renato Archidiacono (nella foto), cercava di argomentare a difesa davanti ad una opinione pubblica che aveva già condannato. Ricordo che provavo a dire che esistono le accuse che non sono verità assolute, esistono le difese che non sono verità neppure, ma dialetticamente le due “storie” formano una verità giudiziaria che può anche non essere coincidente con l’accusa.

Sono un garantista e se dovessi scegliere tra accusa e difesa io scelgo sempre la seconda, perchè la libertà è nata non ossequiando il potere pubblico ma limitandolo.

Ora dopo anni di gogna Elena Lusena e Vincenzo Malvaso sono stati assoli, è i titoli? E gli articoli? E la gogna senza dubbio alcuno? E la vita di queste sue persone che saranno buone o cattive non so, ma so bene che sono umane. Come si mettono i certi con la loro coscienza?

Hanno pagato per colpe che ora scopriamo che non sono, ma come era già tutto certo…

Era certo anche per Enzo Tortora. Dirette ma sono casi eclatanti, no sono casi umani, tutti. L’accusa fa il suo lavoro, quelli che lo fanno meno sono i giornalisti senza mai dubbi.

Chi fa il cronista deve raccontare le accuse per filo e per segno, ma deve precisare che poi ci saranno le difese, che il racconto non è vero, è possibile.

Se un innocente paga un prezzo che non deve è grave come il delitto stesso, non è meno grave.

La libertà è nata dall’habeas corpus, dal rispetto della dignità dell’accusato da accuse che volevano essere esclusiva di verità, per giusto motivo. Se l’accusa diventa nel suo racconto il vero, la libertà è in pericolo. Mettere alla gogna un uomo è grave, è inumano.

Non sta a me assolvere o condannare, ma credo che quando raccontiamo di persone il dubbio di innocenza e non la necessità della colpevolezza dovrebbero guidarci.

Chiedo scusa a Elena Lusena a Vincenzo Malvaso e agli avvocati tutti attraverso Renato Archidiacono che non hanno la grancassa di cui dispone l’accusa, ma hanno la consapevolezza del loro dovere e talvolta hanno la ragione della verità.

Questo dovevo alla mia coscienza di giornalista che continuerò a fare nel rispetto dell’umano che non mi farà mai cacciatore di orchi, ma sempre per rispetto di Abele avere rispetto di Caino, altrimenti sarei un Caino.