Concorso fotografico internazionale città di Latina, il viaggio

Concorso fotografico internazionale città di Latina, il viaggio

28 Aprile 2023 0 Di Lidano Grassucci

Umanità, bellezza, mito… abbiamo scelto tanti mesi fa queste parole come tema del concorso fotografico internazionale città di Latina. Tema ampio, qualcuno dice generico, io non mi chiedo mai, dopo una scelta, se quella scelta sia stata o no la migliore, quella giusta. La scelta è, e basta. Hanno risposto oltre 100 fotografi di tutto il mondo, ciascuno col suo genio e io ho fatto un viaggio. Ecco questa esperienza per me è stata un comodo viaggio da fermo, il mondo è venuto a casa mia ma ciascuno parlando la lingua della luce. Non entro nel merito delle opere, chi sono io, ma dentro le sensazioni sì. In 14 giorni sono venuti a vedere la mostra, al museo civico Cambellotti, in oltre 1200 persone. Tante persone, che avevano gli occhi per questo viaggio. La bellezza è stata spesso madre, donna, natura di albero che conta non gli anni ma i secoli, la bellezza è stata occhi, terra rugosa del tempo, luce colori.

Giro come in un girotondo, giro come uomo di questo mondo che ha fame, fame di non sentirmi solo.

C’è l’intelligenza artificiale a sfidare quella umanamente naturale, c’è la realtà aumentata a fare di più del tanto che c’è nella nostra vista diminuita eppure la fotografia di un bimbo davanti ad un grande magazzino con il cappottino e Babbo Natale sta nei ricordi di ogni vecchio signore di oggi. La foto era rara, conservata in album con la carta velina per non perdere la memoria di quell’evento eccezionale.

La foto è una memoria esterna di questa vita che siamo condannati a vivere da una dimensione esterna .

Faccio colazione con un mio amico che siamo amici da sempre e mi dice: fotografiamoci per mandarla agli altri amici e testimoniare che siamo ancora dalla stessa parte e uguale ci sarà non il soggetto ma gli occhi e negli occhi si è sempre bambini. Così la mostra è nella vita del visitatore un fotogramma, mille fotogrammi di una vita in milioni di fotogrammi, solo che qui ti specchi.

La mostra è stata lo specchio per cercare il me che sempre si cela dietro 1000 fotografie non scattate.

Umanità, e siamo umani

Bellezza, e questo sole di aprile è una lezione di stile

Mito, è il ponte di cui abbiamo bisogno per andare dal vero ai sogni e tornare senza impazzire

Oggi si è chiusa la prima mostra, ho fatto fatica a vincere la mia atavica pigrizia, il mio ozioso non fare nulla per l’impegno che mi toglie il tempo sempre più che è vivere la vita.

Grazie a Alfredo Loffredo che è la testa di tutto questo, a Bruno Bulgarelli uomo di rara generosità e signore di un friulano senso delle cose, Roberto Cecere, Anna De Donato, Antonio Rampini, Mario Tortorelli, Franco Masutti, Alessandro Catani compagni di strada insieme a Marianna Lanza (motore della manifestazione), Tonino Mirabella. E debbo, non ultimo, ringraziare Alfredo De Santis motore del circolo cittadino che tanto si e’ prodigato e di cui mi vanto di essere amico.