Quello che i candidati non dicono: la città della velocità a proposito di littorina

Quello che i candidati non dicono: la città della velocità a proposito di littorina

30 Aprile 2023 1 Di Lidano Grassucci

Incappo nella mostra sulla Littorina organizzata dalla fondazione delle Ferrovie a Latina. Ricordo di quando qui, per arrivare, fecero un treno col motore, veloce da 130 chilometri all’ora: Roma-Latina un briciolo di minuti, prima era un viaggio infinito, che ora ci vai a Torino.

Vedo la attenzione alla mostra e… penso a questo posto che ha avuto la fortuna di nascere al tempo della velocità. Qui era terra che non c’era e allora decisero di “correre” correre col motore. La Littorina era un treno “leggero a motore termico”, una corriera sulle rotaie. Ma la fantasia della velocità e del motore, velocità futurista, produssero l’aeropittura di Sibò che la velocità la viveva dall’alto. Ma del resto qui era terra di Alessandro Marchetti, l’ingegnere di Cori che l’aereo italiano lo ha inventato, reiventato, cambiato. Sarà che qui volavano alianti a Sezze e aerei motore ancora oggi (con i Sai Marchetti, il caso) per imparare a volare.

Vincenzo Lancia, l’uomo delle auto eleganti e veloci, delle auto in cui tempo dopo perfino Catherine Deneuve spariva tanto che doveva ribadire “je sois Catherine Deneuve”.

Lancia fece l’Aprilia, l’Astura, l’Ardea, l’Appia, Artena macchine eccezionali, macchine con i nomi di questi posti.

Pietro Taruffi veniva a provare alla fettuccia di Terracina le bisiluro per il record di velocità.

Ecco che fare, una grande mostra sulla velocità, sulla rapidità, sul tempo che qui non ne avevamo e dovevamo correre forte, forte, fortissimo fino a volare.

Intitolare strade a Vincenzo Lancia, a Sibò, a Alessandro Marchetti, a Pietro Taruffi e una littorina da mettere su una rotonda all’altezza della stazione ferroviaria e poi li la fotografia di toppitto il trenino che a vapore si arrampicava da Terracina, poi Priverno, Sezze, Tufette, Sermoneta-Bassiano, Ninfa, Cori, Giulianello e…. fino a Velletri.

Sarebbe bello raccontare di questo posto il tempo. Fino alla centrale nucleare quando al tempo demmo tanta energia da cambiare anche la natura fatta da Dio e solo qui si poteva fare.

Mettiamo il cartello “Benvenuti a Latina, qui ci si arriva di fretta anche in volo”.

Facciamo una mostra su Latina ma della sua anima Latina, sulla velocità che si fa eleganza.

Una signora di profumo inglese che su una Lancia Astura entra in una città dove dai muri nascono rose, e in una terra dove lo spirito è sempre una donna bellissima