Inseguendo un vestito rosso torna il Tascabile

Inseguendo un vestito rosso torna il Tascabile

28 Maggio 2023 0 Di Maria Corsetti

“Voi che leggete tante poesie,Né le leggete sol, ma le comprate,Spero che comprerete anche le mie, / Quando le avrò in un tomo ristampate,E in un sesto piccin come il presente,Onde v’entrino in tasca facilmente. /………………….E tutto questo per Fiorini due” .

1835 – Antonio Guadagnoli

 

Un vestito rosso mi fa incontrare Aldo Castagnina Mi saluta lui, io lo riconosco solo quando mi dice il nome. 

Mi scuso, io lo ricordavo con il caschetto  anni ‘70. Oggi capello corto brizzolato, occhiali da outfit contemporaneo. Un vero ragazzo di Latina, che segue le mode. E con i modi sempre garbati. Non lo vedevo da più di un decennio, ne avevo perso le tracce e lo ritrovo perché entro nel suo negozio a Latina Fiori, attratta da un bel vestito rosso in vetrina. Invece lui mi riconosce subito, ci mettiamo a chiacchierare un po’ del più e del meno della politica attuale. Ci vuole poco per tornare indietro, a una Latina che si appassionava ai libri e agli scrittori, alla libreria di suo padre, Edoardo, sotto i portici di Via Diaz. Io che “davanti alla Standa” ci ho fatto il ginnasio, per due anni l’ho vista ogni giorno. Rita Calicchia una volta mi aveva raccontato che, nell’epoca in cui non esisteva neanche il fax, i comunicati stampa venivano consegnati a Castagnina, poi i giornalisti passavano a prenderli. Era un mondo che “faceva rete”, di relazioni. Un mondo dove si parlava, un mondo di idee e di fatti. Vai a spiegare oggi cosa era veramente il “Tascabile”. Il Premio Tascabile era un premio letterario prestigioso, che vedeva ogni dicembre, in occasione dell’anniversario di Latina, arrivare qui, nel Palazzo della Cultura (non so se già si chiamasse così) oltre a Giulio Andreotti, tutte le case editrici più importanti. Era una festa del libro, qualcosa che è finita quando è finita la DC. Ogni tanto qualcuno lo dice, ma perché non rifacciamo il Premio Tascabile. Venivano premiate le edizioni tascabili, quelle facili da portare con sé. Economiche.  

All’improvviso mi si accende la memoria e mi viene in mente che nel 1988 il Rotaract, di cui facevo parte, presentò un lavoro durante il convegno che precedeva la premiazione. Credo sia stato il mio primo intervento in pubblico. Se ricordo bene in particolare ci lavorammo io, Claudia Giorgi e Antonella Malossi. Ci fu un colpo di fortuna perché a casa mia c’era qualche libro antico, piccolo, tascabile.  

In uno di questi “Poesie giocose”, l’autore, Antonio Guadagnoli riporta in versi: 

“Voi che leggete tante poesie, 

Né le leggete sol, ma le comprate, 

Spero che comprerete anche le mie, 

Quando le avrò in un tomo ristampate, 

E in un sesto piccin come il presente, 

Onde v’entrino in tasca facilmente. 

…………………. 

E tutto questo per Fiorini due” 

 

Per il resto della ricerca ci affidammo alla Treccani e, mi sembra di ricordare, a un articolo pubblicato su una rivista che però, non ho trovato mentre sono riuscita a ritrovare miracolosamente nel giro di un minuto, nella mia casa piuttosto disordinata, quel lavoro di trentacinque anni fa.  

Riproporre il Premio Tascabile oggi? Nell’epoca dei social? Nello stesso mondo di Audible?  

Io dico sempre che nel 1980 ballavamo sulle note di Video Killed the Radio Star. E che io nel 2023 in radio ci lavoro. 

Dai, proviamoci.