La mia battaglia radicale per Tortora contro la giustizia malata: il Pd sbaglia

La mia battaglia radicale per Tortora contro la giustizia malata: il Pd sbaglia

17 Giugno 2023 0 Di Luigi Di Mambro

Enzo Tortora a 40 anni dall’arresto. Questi 40 anni sono il bilancio di una giustizia malata, ma anche di nobili campagne per riformarla. Io 40 fa c’ero e feci, da giovane segretario provinciale dei radicali una lunga e dura battaglia per fare del presentatore il simbolo di una giustizia da rifare.

Non fu una battaglia facile. Francesco Rutelli al bar di Via di Torre Argentina a Roma mi racconto davanti a un caffè i retroscena. Francesco propose a Pannella di candidare Tortora alle elezioni europee per sollevare il caso con la sua scarcerazione. Pannella non ne voleva sapere, perché l’anno prima aveva fatto eleggere Toni Negri che poi si era rifugiato in Francia. Rutelli insistette e Pannella alla fine si convinse. Il resto è storia..

Tortora fu eletto raccogliendo anche più voti di Pannella, e poi da grande uomo rinuncio alla immunità per tornare in carcere. Il caso era sollevato, e così nel paese si iniziò a discutere del ruolo dei pentiti e delle carriere anomale dei magistrati. Nel caso Tortora i suoi giudici, anche dopo la sentenza di assoluzione, non solo non ne risposero a nessuno ma anzi fecero carriera entrando nel CSM. I criminali pentiti che lo avevano accusato continuarono a spargere menzogne impuniti nei Tribunali di mezza Italia.

È per queste riflessioni che, difronte alla riforma Nordio, non mi sento di bocciarne le radici ma al contrario guardo con interesse ad alcune delle motivazioni che la ispirano.

Non è concepibile un sistema giudiziario in cui i Magistrati possano disporre della libertà personale senza alcun vaglio collegiale e senza responsabilità alcuna.

Su questi temi anche il PD deve, a mio avviso, liberarsi dei condizionamenti di un clima di odio residuo della stagione di Mani Pulite.

Se si cerca di costruire una giustizia giusta non lo si fa per rendere onore a Silvio Berlusconi ma per costruire un Paese più civile. Occorre predisporre un sistema di garanzie efficace che tuteli il cittadino indifeso difronte al Potere dello Stato, un Potere che a volte, come è umano, può sbagliare e distruggere una vita. Quando le scorie di una stagione ormai finita saranno eliminate, arriverà il momento di confrontarsi destra e sinistra sulle misure da adottare per fare Dell Italia un Paese davvero europeo anche sul piano della giustizia e del grande tema delle libertà .