Capitale della cultura, l’ umiltà di Celestino e le esclusive di Latina

Capitale della cultura, l’ umiltà di Celestino e le esclusive di Latina

11 Marzo 2024 1 Di Lidano Grassucci

Il problema di Latina? L’ autoreferenzialità immodesta espressa, inconsapevolmente, dall’ assessore Annalisa Muzio quando davanti alla commissione del ministero che selezione la capitale della cultura dice: a Latina abbiamo tutto. Si dice al bar questo,  perché nessuno ha tutto: Venezia non ha il monte Bianco; la costiera amalfitana non ha il Panteon; Roma, che e’ Roma, non ha Santa Sofia. Abbiamo qualche cosa, ma tutto no. Poi il mio amico Massimo Rosolini si lancia in un unico del ‘900 parlando di questa città ma il fascismo ha costruito ovunque e, mi si consenta, l’ Eur e’ un poco più spettacolare di Latina. Gli architetti che hanno lavorato per la città nuova non si sono limitati a qui ma si sono allargati a tutta la penisola e pure alle colonie dal Dodecaneso ad Asmara, nel deserto di Libia. Unico? No, ma qualche cosa che sta nel mondo che è così grande che rivendicare esclusive e’ ardito non vero. Vedete Gaeta non ha detto di avere l’ esclusiva del mare, l’ unico della luce. Agnone non ha detto che il fuoco degli inferi è solo loro, ma loro il fuoco lo portano in processione, lo muovono non lo hanno in esclusiva. L’Aquila non ha detto che il loro perdono è unico per i cristiani ma che tra i perdoni è perdonanza è riconoscenza a Celestino V che rinuncio al potere per sapienza umile della grandezza di Dio. Ecco che difetto ha Latina, la presunzione in un mondo che ha come unica virtù l’ umiltà. Vincerà proprio l’ umiltà di Celestino, non la prepotenza del ‘900 totalitario. Poi amo questa città perché è comoda, perché è la mia città, perché ho scelto di viverci ma non è unica, ma una delle città del mondo che già mi pare grande cosa. Magari ricordare che è città delle “cose nuove” di Leone XIII nella modestia di un Papa che ha cambiato la fede nel mondo, e non mi par poco.

 

Nella foto il colosseo quadrato dell’Eur