ll Professor Corsetti, Velasco e l’oro olimpico della pallavolo

ll Professor Corsetti, Velasco e l’oro olimpico della pallavolo

11 Agosto 2024 0 Di Davide FacilePenna

Alle 14.22 di questo torrido 11 agosto sul campo della finale di volley femminile olimpica si è realizzato un pezzo di storia dello sport italiano. La schiacciata dell’opposto americano finiva fuori e l’Italia vinceva il primo oro olimpico
pallavolistico della sua storia. Dove avevano sempre fallito gli azzurri, anche quando partivano da superfavoriti, sono riuscite invece le azzurre.
Quando ho visto la palla decisiva uscire, mi è venuto in mente un giorno di settembre del 1989. Era la mia prima lezione di educazione fisica al liceo classico Dante Alighieri.
La guidava il nostro Professore, Dino Corsetti, che ci buttò letteralmente sotto rete con quello strano pallone bianco in mano. Per noi ragazzi, abituati solo al calcio e massimo al basket, quella roba, la pallavolo, era una cosa stramba che avevamo visto solo nei cartoni animati di Mimì Ayuhara. Uno sport da femmine in cui noi italiani, tra l’altro, eravamo scarsissimi.
Il Professore ci spiegò cosa fosse, come si dovesse giocare e che potevano giocarla pure i maschi. La chiamava, aulico come sempre, “pallaolo” e ci obbligava a sudare sul campo della palestra ogni “mercheldi”. Riuscì addirittura a convincerci a giocare il torneo della scuola. Fummo battuti, solo in semifinale, dai professionisti della sezione E.
Fu così che cominciammo, tutti noi, a seguire, oltre al calcio, la pallavolo in televisione. Ci siamo appassionati ai successi della “generazione di fenomeni” che vinse per dieci anni tutto, tranne proprio l’oro olimpico. Per un curioso caso della storia il loro allenatore, Julio Velasco, è diventato allenatore della squadra femminile pochi mesi fa e si è tolto la soddisfazione, non da poco, di chiudere il suo personale cerchio con la storia (anche se lui lo nega con fermezza). Si è preso quello che non riuscì a conquistare con Zorzi, Lucchetta e Giani. Anche lui, Andrea Giani di
Sabaudia, ha chiuso il suo cerchio con la storia vincendo da allenatore l’oro olimpico maschile. Peccato solo che lo abbia fatto alla testa della nazionale sbagliata, quella francese.

Poco ci importa di questo, perché oggi contano le ragazze tricolore ed il loro straordinario successo. Ovviamente da bravo italiano anche io salgo sul carro del vincitore e celebro le pallavoliste ora che hanno vinto, dopo non essermele mai cagate.
Brave tutte. Brava Paola, Brava Miriam. Brava Carlotta e Monica. Bravissimo soprattutto tu vecchio furbone di Julio. Sei di nuovo riuscito nel miracolo di tirare fuori il meglio da un gruppo di italiani. In questo caso da un gruppo italiane che hai tenuto, intelligentemente, lontane dalle polemiche politiche sulla nazionale somaticamente poco italiana o meravigliosamente multicolore.

Le ragazze hanno pensato quindi solo a giocare ed hanno stravinto perché sono le più forti. A molti altri pare sia tornato in mente un certo generale grafomane e le sue boiate. Stanno cogliendo l’attimo per sbertucciarlo. Non lo farò per rispetto delle nostre atlete e anche perché mi pare che di pubblicità gratuita già gliene abbiamo fatta troppa all’europarlamentare, così come gli abbiamo data importanza spropositata rispetto a ruolo e consistenza. L’oro lo ha vinto un gruppo di straordinarie ragazze italiane, belle figlie dell’Italia di oggi, così come Bernardi e Cantagalli erano bei figli dell’Italia di trent’anni fa.