Latina nel settembrino
20 Settembre 2024Latina in questo settembrino si veste di una tristezza che ti avvolge. Ad agosto il sole riempiva ogni spazio, ora brivida di una temperatura che chiama il maglioncino. Ma? Si gioisce per una, presunta, migrazione di studenti romani verso noi a fronte di una Roma invivibile tra cantieri per il giubileo e cantieri del pnrr e turisti invasivi che “rubano” case agli studenti. Non migrano, gli studenti, da noi perché siamo belli ma siamo meglio dell’ inferno romano. Parliamo di staccionate (inferiate) ad un giardino come fosse la costruzione della piramide di Cheope, parliamo di via Massaro come fosse il tunnel sotto La Manica. Per tacere di una “metro” che si fa non perché serve ma perché ci sono soldi da buttare e per unire il niente al nulla. Parliamo ancora di parcheggi, case da fare, autostrade da inventare quando in Europa ad agosto si è venduto un terzo in meno delle auto. Triste il parlare di niente, triste vedere la gente camminare rassegnata e indifferente. Si colora il centro storico, si mettono nuovi arredi, come cambiare la carta da parati senza aver tolto l’ umidità. Il settembrino ti avvolge, ti segna il sangue
La gente cammina in spazi alla Giorgio De Chirico con statue senza volto, uomini che si fanno automi. Brivida in questo settembrino.


