Sabaudia, censurate Giancarlo Massimi: “dobbiamo impedire a quel cervello di ragionare”
19 Ottobre 2024Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mkia vita perchè tu, la tua idea la possa esprimere liberamente
Voltaire
Non mi era mai capitato, non credevo fosse possibile.
Non ho mai dovuto scrivere di una mozione di censura per un consigliere comunale che ha manifestato le sue idee. E’ capitato a Sabaudia ai danni del consigliere del Pd, Giancarlo Massimi in questi giorni. Ma veramente. La mozione è indirizzata al presidente del consiglio comunale della città. L’assunto è…è indegno perché pensa differente
A me non interessa quali siano le sue idee, mi preoccupo sempre che ci siano le idee. Perché, uso una frase dello stesso Massimi il pericolo è “se scoppia la guerra dei cervelli e stiamo disarmati”
L’accusa? Di aver citato in un paio di post Lotta Continua.
LOTTA CONTINUA E QUANDO ERAVAMO GIOVANI
Lotta Continua era un movimento politico della sinistra oltre il PCI, e il consigliere comunale, oggi nel PD, è “accusato” di vicinanza al partito di Adriano Sofri, di Paolo Mieli, di Tony Capuzzo, di Paolo Liguori, di Erri De Luca, per tacere di Gianfranco Miccichè e … E, in generale di quei ragazzi tra cui Massimo Cacciari, Luigi Manconi, Paolo Flores D’Arcais che, gli ultimi tre non in Lotta Continua, pensavano ad un mondo diverso. Come fecero tanti ragazzi della destra in altre formazioni politiche.
Giancarlo Massimi a quei tempi era poco più che adolescente e anche militante del partito più distante da Lotta Continua che c’era, il PCI.
Il PCI dei monti Lepini , di Sezze in particolare, inoltre aveva, come unico estremismo, l’ estremismo del riformismo, la sfrontatezza della prassi.
Insomma è come accusarlo di tifare per l’Inter lui che è della Juve perché ha parlato di Mazzola e non di Anastasi.
LA CENSURA
Ma poi non si fa, non si censura un collega di consiglio perché la pensa diverso, anche se il suo pensiero è controverso.
Si risponde a citazione con citazione.
Vi racconto questa storia perché di Giancarlo conosco tutto, ci sono cresciuto insieme, anche se politicamente, io ero (e resto) socialista, ero di diverso avviso e anche molto più vicino di lui ai movimenti oltre il Pci, del resto lui è sempre stato “governista” (con il Pci a Sezze ha fatto anche l’assessore)
Tra l’ altro è stato sindaco per lustri di Civitella Alfedena in Abruzzo che è stata governata con testa e testone e non è mai diventata covo di estremisti e il pericolo più grande non era una rivoluzione marxista ma la fuga della lince dal suo recinto.
CRAXI E LOTTA CONTINUA
Mi fermo qui, il mio partito di allora il Psi di Bettino Craxi finanziò il giornale Lotta Continua, Giampiero Mughini socialista liberale, pur non condividendo nulla delle idee di quei ragazzi, firmo il giornale per farlo uscire. Perchè c’era bisogno di idee differenti per uccidere le banalità presenti.
La libertà è cosa terribile perché per coltivarla devi riconoscere la libertà degli altri che non la pensano come te. Libero Giangavetto (è il suo soprannome da quando era bambino) in libera Sabaudia.
Sarebbe stato bello non “censurare”, ma ribaltare le citazioni di Giancarlo e di Lotta Continua e esaltare quella vena bellissima che ha la destra liberale, quella della libertà e del suo culto, la destra di Benedetto Croce.
Nel 1926 presero Antonio Gramsci e chiesero al Duce cosa bisognava fare di lui, il capo rispose: “Dobbiamo impedire a quel cervello di pensare”
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DOCUMENTO/ NOTA DEL SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PD
Nei giorni scorsi i capigruppo di maggioranza consiliare del Comune di Sabaudia hanno presentato una
mozione di censura/diffida nei confronti del consigliere comunale del Partito democratico, Giancarlo
Massimi, reo, a loro dire, di mancare di rispetto alle istituzioni democratiche e di assumere atteggiamenti che
minacciano la democrazia e la legalità.
Questo perché lo scorso anno il consigliere del Pd avrebbe condiviso, sui propri profili social, alcuni post di
un giornale regolarmente online che informavano di iniziative culturali e televisive sulla storia di Lotta
Continua e della sinistra extraparlamentare. Si trattava di contenuti di valore storico, trasmessi anche dalla
RAI od oggetto di libri di importante tiratura editoriale.
«Sarebbe facile, per il sottoscritto e per chiunque, seppellire tale iniziativa dei capigruppo di maggioranza di
Sabaudia con una fragorosa risata per il maldestro tentativo di infangare, politicamente e mediaticamente, un
loro fervente oppositore d’aula che svolge benissimo il suo lavoro e il mandato ricevuto dagli elettori.
Tuttavia, la vicenda genera precedenti preoccupanti che non vanno sottovalutati, uno politico e uno
istituzionale» commenta il segretario provinciale del Pd, Omar Sarubbo.
Per Sarubbo quello politico è di facile lettura: «La maggioranza di Sabaudia – spiega – è ferma, ha gravi
difficoltà di conduzione del proprio programma di governo e getta fumo negli occhi della cittadinanza
spulciando pateticamente nelle storie social di un avversario alla ricerca di qualche notizia controversa e utile
a innescare un’azione di distrazione mediatica pubblica. Un’iniziativa che si commenta da sé e palesa tutte le
difficoltà di una maggioranza che perde tempo con la “caccia alle streghe” anziché occuparsi dei problemi
della comunità».
Dal punto di vista istituzionale, secondo il segretario dem, la vicenda assume contorni ancora più seri, in
quanto è stato utilizzato il sito internet del Comune per dare notizia della mozione di censura. «Uno scivolone,
questo sì censurabile – sottolinea Sarubbo – laddove denota un utilizzo proprietario di un luogo che ha ben
altri compiti. Invito le forze di maggioranza di Sabaudia a studiare bene la normativa di riferimento dei portali
della P.A. che spiega, con estrema chiarezza, come tali siti debbano essere uno strumento di comunicazione
pubblica strategico per il miglioramento della relazione tra cittadini e amministrazioni, di informazione sui
servizi, di promozione della partecipazione attiva e trasparenza. Insomma, per spiegarglielo in parole
semplici, appartengono a tutti e non al vincitore di turno».
Sarubbo solleva anche una seconda questione istituzionale: «La maggioranza dei “censori” spieghi per quali
ragioni si prodiga a trattare celermente un documento inutile come questo e poi difetta nella
calendarizzazione ai lavori d’aula di mozioni, interrogazioni e ordini del giorno presentati dal Pd e dal
consigliere Massimi, calpestando il nostro diritto di conoscenza e proposta».
«Ribadisco massima stima e amicizia a Giancarlo e invito i capigruppo di maggioranza – conclude il segretario
Pd – a ritirare la mozione, restituendo all’aula consiliare la dignità e le funzioni che le sono proprie; ovvero risolvere i problemi dei cittadini”
Massimi, reo, a loro dire, di mancare di rispetto alle istituzioni democratiche e di assumere atteggiamenti che
minacciano la democrazia e la legalità.
Questo perché lo scorso anno il consigliere del Pd avrebbe condiviso, sui propri profili social, alcuni post di
un giornale regolarmente online che informavano di iniziative culturali e televisive sulla storia di Lotta
Continua e della sinistra extraparlamentare. Si trattava di contenuti di valore storico, trasmessi anche dalla
RAI od oggetto di libri di importante tiratura editoriale.
«Sarebbe facile, per il sottoscritto e per chiunque, seppellire tale iniziativa dei capigruppo di maggioranza di
Sabaudia con una fragorosa risata per il maldestro tentativo di infangare, politicamente e mediaticamente, un
loro fervente oppositore d’aula che svolge benissimo il suo lavoro e il mandato ricevuto dagli elettori.
Tuttavia, la vicenda genera precedenti preoccupanti che non vanno sottovalutati, uno politico e uno
istituzionale» commenta il segretario provinciale del Pd, Omar Sarubbo.
Per Sarubbo quello politico è di facile lettura: «La maggioranza di Sabaudia – spiega – è ferma, ha gravi
difficoltà di conduzione del proprio programma di governo e getta fumo negli occhi della cittadinanza
spulciando pateticamente nelle storie social di un avversario alla ricerca di qualche notizia controversa e utile
a innescare un’azione di distrazione mediatica pubblica. Un’iniziativa che si commenta da sé e palesa tutte le
difficoltà di una maggioranza che perde tempo con la “caccia alle streghe” anziché occuparsi dei problemi
della comunità».
Dal punto di vista istituzionale, secondo il segretario dem, la vicenda assume contorni ancora più seri, in
quanto è stato utilizzato il sito internet del Comune per dare notizia della mozione di censura. «Uno scivolone,
questo sì censurabile – sottolinea Sarubbo – laddove denota un utilizzo proprietario di un luogo che ha ben
altri compiti. Invito le forze di maggioranza di Sabaudia a studiare bene la normativa di riferimento dei portali
della P.A. che spiega, con estrema chiarezza, come tali siti debbano essere uno strumento di comunicazione
pubblica strategico per il miglioramento della relazione tra cittadini e amministrazioni, di informazione sui
servizi, di promozione della partecipazione attiva e trasparenza. Insomma, per spiegarglielo in parole
semplici, appartengono a tutti e non al vincitore di turno».
Sarubbo solleva anche una seconda questione istituzionale: «La maggioranza dei “censori” spieghi per quali
ragioni si prodiga a trattare celermente un documento inutile come questo e poi difetta nella
calendarizzazione ai lavori d’aula di mozioni, interrogazioni e ordini del giorno presentati dal Pd e dal
consigliere Massimi, calpestando il nostro diritto di conoscenza e proposta».
«Ribadisco massima stima e amicizia a Giancarlo e invito i capigruppo di maggioranza – conclude il segretario
Pd – a ritirare la mozione, restituendo all’aula consiliare la dignità e le funzioni che le sono proprie; ovvero risolvere i problemi dei cittadini”
Omar Sarubbo


