Cesare Bruni, conquista la Gallia di Nettuno

Cesare Bruni, conquista la Gallia di Nettuno

1 Febbraio 2025 0 Di Lidano Grassucci

LoOra che Cesarotto, Cesare Bruni capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Latina, sia poliedrico si sa. Ama la storia, a capo se, Latina a scelta di vita, Roccagorga per sangue e natali ma?

Ma a premiarlo non sono le sue genti, per cui si spende, ma altre “patrie”. Eccolo a Nettuno ricevere quel riconoscimento che, in casa, gli è negato. Lui è figlio di un tempo strano in cui gli uomini mica li potevi catalogare, pensavano come gli veniva e si innamoravano veloci nella passione, lenti nell’amore. È nazionalista e ama i dialetti, gli piacciono tempi bui ma ricorda l’ eccidio contro i rossi di casa sua. A Nettuno le premiano, nessuno è profeta in Patria ma vale la riconoscenza mica il dove. Io? Ho il dovere dello sfottò, visto t’ hanno premiato a don n’si stato Ca n’te conoscevano.

 

Ecco i ringraziamenti di Cesare Bruni agli organizzatori del premio Neptunia 1944

 

Premio “ Nettunia 1944”

Ringrazio veramente di cuore la Pro Loco Nettuno, promotrice del Premio, gli amici Pietro Cappellari e Alberto Sulpizi, la cons.ra comunale Alessandra D’Angeli che nell’ospitale cornice del Master Cafè’ mi hanno conferito il Premio “ Nettunia 1944”, giunto alla sua settima edizione. E’ stato per me un onore ricevere questo premio per la mia attività di conservazione e divulgazione della memoria degli eventi e della guerra nella piana pontina e più in generale delle pagine meno conosciute e spesso negate della storia nazionale e locale. In particolare i relatori si sono soffermati sul mio impegno per la costante diffusione della tragica vicenda degli italiani d’Istria Fiume e Dalmazia, assassinati a guerra finita dai partigiani comunisti titini solo perché italiani e poi costretti ad abbandonare le loro terre natie; per le molte mostre e conferenze sulla 1 guerra mondiale, vero evento fondante del popolo italiano e unica guerra nel quale gli italiani erano tutti dalla stessa parte, e sul mio impegno per far conoscere la storia dell’eccidio dei contadini di Roccagorga il 6 gennaio 1913. Grazie ancora a tutti loro per il Premio e per il riconoscimento di questo mio impegno.

Cesare Bruni