Quando amavamo Robespierre e Fra Dolcino

Quando amavamo Robespierre e Fra Dolcino

18 Febbraio 2025 0 Di Lidano Grassucci

Debbo fare un richiamo generazionale, perché oggi che sono sulla soglia del tempo che rimane ricordo il tempo che ho avuto. Così debbo dire di quando pensavamo all’utopia di un mondo a colori davanti alla tristezza del bianco e nero del tempo presente allora, e ci facemmo rivoluzionari amando mostri ma così puliti che per noi erano eroi. Robespierre che mori di sua stessa mano, per virtù, lui che aveva punito tutti per mancanza di quella stessa virtù che non aveva. Sognammo paradisi così umani che quando vado in giro e vedo ragazzi e ragazze correre uguali alla vita dico che, perdendo, abbiamo vinto. Liberi di pensare di traverso e l’ anarchia si fece amore ma mica nego che abbiamo attraversato l’ odio, odiando.
Sì, avremmo fatto cose di cui pentirci, le abbiamo pensate. Abbiamo avuto cattivi maestri ma così sottili nel pensiero che l’eleganza può fare paura. Ci fermarono per paradisi chimici, dicendo che c’era reflusso come se la rivoluzione fosse cosa gastrica e non umana.
Cantammo l’ amore perduto pensando forte che anche noi, della periferia del mondo, avevamo diritto a trovare l’ amore, perché abbiamo pensato la felicità per tutti e tra i tutti c’eravamo anche noi.
Ecco fummo assassini generosi, e ancora oggi non siamo tirchi, non siamo chiusi ma come felini andiamo a vedere e fummo traditi da funzionari di partiti che sapevano di verità riservate a loro in esclusiva. Se avessimo avuto più coraggio… Ma fummo vili e facemmo Caporetto alla mediocrità e siamo fuggiti oltre il Piave .
Però, però abbiamo sognato forte da avere mal di testa e … Come Remigio da Varagine ci siamo nascosti nei conventi ma dentro sappiano a fra Dolcino aveva ragione, noi avevamo ragione.
Rosso è il colore dell’ amore.

Ho visto degli zingari felici fare l’ amore e ubriacarsi di luna

Claudio Lolli