L’urbanistica del centro storico e la filosofia della gente

L’urbanistica del centro storico e la filosofia della gente

5 Marzo 2025 0 Di Lidano Grassucci

Tra gli aspetti chiave sottolineati la gestione del traffico e della sosta, la valorizzazione delle aree di interesse strategico come lo stadio Francioni, Palazzo Key, e il Parco Falcone e Borsellino e una linea comune, un elemento fondamentale per il nostro territorio che è l’acqua.

Annalisa Muzio, assessore Comune di Latina

Presentato questa mattina in Comune  lo studio per il centro storico della città

Alfonso Femia, figura di spicco nella progettazione urbanistica internazionale, è stato ricevuto dal sindaco Matilde Celentano per un confronto diretto sulla proposta progettuale generale del nucleo storico della città di Latina.

Successivamente, insieme all’architetto Francesco Romagnoli e all’ingegnere Emilio Ranieri, ha partecipato alla gremita commissione urbanistica, presieduta dal consigliere Roberto Belvisi, che si è svolta in aula consiliare alla presenza dell’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio, dei dirigenti Patrizia Marchetto e Paolo Cestra

Così il comunicato del Comune. Va da sé che chi fa il mio mestiere capisce niente di tutto, ma di tutto parla con cognizione di causa apparente. Non sfuggo a questa regola, solo che io e altri 5 il centro lo viviamo, lo abbiamo vissuto e, per un poco ancora, lo vivremo quindi diamo non dei pareri tecnici ma delle constatazioni. In centro a Latina non mancano gli spazi, manca la gente. Mancano le persone e quindi la vita. Partiamo dai punti di riferimento: il Francioni “funziona” di tanto in tanto perchè lo stadio ha come impegno la partita e qualche allenamento per il resto è un posto vuoto, i giardinetti sono un parco cittadino e non i giardini di Ninfa non attirano traffico e gente la smaltiscono, per finire con il Key che è la decadenza di sé stesso da mezzo secolo o giù di lì. Insomma non portano gente, non aggiungono alcun che. Aggiunge l’ università se non fosse che sta fuori del centro “riorganizzato”, aggiunge l’ ospedale Goretti ma lo vogliono “sfrattare”, somma il Teatro ma è a mezzo servizio. Non serve al centro storico la sapienza serve il buon senso di chi in questa città ci vive. Servono le auto, servono le scuole, serve un teatro con una sua stagione, serve una biblioteca, serve riportare in centro le funzioni mandare al confino (il mercato del martedì e le autolinee), serve rimettere il liceo in via Diaz e “sollecitare” la Camera di Commercio a fare meno chiacchere e più fatti e a aprire questo pezzo di città. Serve portare l’ agenzia delle entrate dove era e non sulla 156. E io chiederei pure al Vescovo di tornare in centro.

Serve insomma la gente e non le chiacchere sugli arredi e sui muri. Consentitemi di dire che l’ onanismo dell’ urbanistica deve essere sostituita dalla filosofia della vita.

Di chiacchiere urbanistiche ne ho sentite tante ma la cosa bella del centro è la gente che si dice ciao.

Questo serve.