Morire è un verbo non un fatto

Morire è un verbo non un fatto

7 Aprile 2025 0 Di Lidano Grassucci

La fine dell’esistenza è un passaggio. Morire è un verbo non un fatto. L’individuo contemporaneo è invece impegnato solo a sopravviversi, è attaccato all’apparenza fisica. Immaginare di durare eternamente è insensato

Massimo Cacciari, Corriere della sera . Il punto di Polito

Morire è un verbo non un fatto. Detto così pare difficile da capire. Eppure se penso, se rifletto, il filo resta. la nostra vita esiste se si percepisce il suo finire e questo ci porta ad agire, altrimenti non ci sarebbe senso. Ho perfettamente compreso che la vita ha bisogno di sentirsi non morte proprio nel continuo morire. Così, vivo e gusto il mio essere io e il mio intorno essere mio.

L’ho vista guardandola negli occhi la morte, ma mica faceva paura ma oltre: era terrore, tormento, incognita, ultimo anelito eppure mi era indispensabile.

Fino al tempo che ti senti infinito non lo percepisci poi capisci il senso del filosofo.

La mia morte mi fece confessare ciò che voleva per la paura che finire è il confine, l’ ultima terra prima di niente. Mi tormento, ma allora ho capito che la vita sta nel tormento e la pace è il confine e dopo non c’è niente di me presente.
Abbracciai la morte che mi ha trasformato, che mi ha salvato dal non vivere