Cubi e cubetti, la città che per rivivere la vestono a morto

Cubi e cubetti, la città che per rivivere la vestono a morto

10 Aprile 2025 0 Di Lidano Grassucci

Cambiamo il nome a corso della repubblica di Latina e chiamiamola “corso moltiplicazione dei cubi e dei cubetti” .

L’ estetica è opinabile certo, ma perché questo? Un arredo urbano è segno della personalità di una città, come la scelta dei quadri in una casa. Perché i cubi? Perché una matrioska di cubi? Cubi perfetti da montare in strade imperfette e tutto diventa discesa, storto.

Cubetti che paiono tartarughine uscite dalle covate per conquistare il mare, ma qui non c’è da conquistare niente.

La città è tutta quadro e squadro qui non mancano le cose dritte, manca l’ arabesco, manca il barocco, manca la cupola, manca la curva, manca la vita.

Corso della Repubblica e via Savoia avevano tutto il dritto del mondo, serviva solo un poco di tondo.

Serviva la palla della fontana di piazza del popolo che si facesse faccia di una giovane donna e l’ umano avrebbevingentilito il quadro minimalista delle “fondazioni”.
Una serie di sfere a rompere la monotonia. Ma ci vuole fantasia.
Una cosa positiva? Hanno tolto il monumento al Rotary che, se possibile, era più brutto della “cubatura” di oggi .
A forza di parlare di cubature (urbanistiche) abbiamo partorito cubi e cubetti (improponibili).

Il tutto in stile Ipogeo, il cimitero di una città che per farla rivivere la vesti a morte.