Salviamo il lago, la “rivolta” di Fogliano

Salviamo il lago, la “rivolta” di Fogliano

13 Aprile 2025 0 Di Lidano Grassucci

Vale la pena una domenica mattina andare in un parco per parlare della morte di un lago? Vado ad una performance per salvare il Lago di Fogliano, proprio lì sul lago, nel villaggio che insiste accanto all’acqua.

Passo il cancello di accesso, siamo nel Parco Nazionale del Circeo ma stiamo anche in Comune di Latina, in provincia di Latina. Se da qui vado diritto per diritto verso l’interno arrivo a piazza del popolo a Latina in 10 minuti, davanti i Lepini e arrivarci e’ un salto o poco più.

Poi, se potessi passare su un ponte lacustre, un paio di chilometri e sono al mare. Sto in un’ altra Latina, anzi sono immerso nella radice di una pianta che è incredibile, qui c’è un’ anima di donna, quella di Lelia Caetani, che spostava gli alberi da ogni dove per questo posto che era confine di foreste, di una amazzonia italiana, europea, una amazzonia fuori emisfero.

Arrivo, pioviggina, nella mia Sezze si sarebbe detto caima.

Sotto il porticato c’è gente, salvare il lago è il tema che Maurizio Guercio ha dato all’ evento, pure un poco fuorilegge visto che il permesso richiesto non è arrivato e la cosa non è pubblica ma privata, con la complicità di Leonardo Valle. Mi viene da sorridere per questo gesto, la performance,  che fa tanto British: a bordo lago si fa un Hyde Park Speaker Corner. È l’ angolo di un parco inglese in cui si tolgono i piedi dal suolo del Re e si può dire tutto, perché il Sua Maestra’ britannica comanda la terra non l’ aria che è di Dio
Il lago muore, insabbiato, e qui si chiede di salvarlo che è solo scavare un canale che già c’era. Come avere le condutture di casa chiuse e non fare nulla perché bisogna stabilire l’ origine del calcare, da dove vengono le tubature, e porsi il problema su dove smaltire tutto questo,  intanto non si può vivere più in casa.
Muore per quella incredibile ignoranza di noi, qui il posto è bellissimo perché di naturale non c’è nulla: il lago è squadrato e con le sponde governate dagli uomini, i canali che alimentano lo specchio d’ acqua sono artificiali, anche i pesci qui sono portati dai romani che li allevavano, e il villaggio ha case artate e anche capaci di venire da lontano, anche i bufali non sono di qui: faccio il delatore, ma la casina inglese ha il permesso di soggiorno? La Gran Bretagna non è più nell’ Unione. Poi con che materiale è fatta? E le bufale come la mettiamo vengono dall’ Asia
Il lago muore perché non è coltivato, ma conservato, il nodo sta che se non si coltiva qualsiasi cosa quella muore per mancanza di amore. Non servono per Fogliano autorità, carabinieri, scienziati, conservatori servono contadini, itticoltori, pescatori; umana gente
Eravamo in tanti ma solo pochi ragazzi vedranno quello che sarà non certo uguale a se stesso.
Erano presenti i consiglieri Loretta Isotta, Fausto Furlanetto, Alessandro Porzi, Nazzareno Ranaldi, Maria Grazia Cioffi, i ragazzi dei licei e tanta società civile, il padre di Ninfa e del suo giardino, Lauro Marchetti, dovrei citarne tanti ma faccio loro per tutti.
C’era una opinione pubblica che vuole salvare il lago da morte certa.

Chi non c’era? Inseguiva una chimera e magari pensava seriamente che fare di una città un camposanto è farla bella e non solo morta. Salviamo il lago, salviamo Fogliano e facciamo contaminarci dalla bellezza per i loculi arriverà il tempo che ci aspetta.