La visita di Mattarella, il mancato dono di Matilde e il bisogno di Titta camerlengo

La visita di Mattarella, il mancato dono di Matilde e il bisogno di Titta camerlengo

1 Maggio 2025 0 Di Lidano Grassucci

Ho atteso un poco, il tempo fa sedime ma mi rodeva un pensiero sulla visita a Latina, meglio alla Bsp, mancava qualcosa. Tutto bene, erba tagliata, buche tappate, bimbi con le bandierine ma qualcosa mi restava come sospesa, come mancante. Il sindaco di Latina aveva la fascia d’ ordinanza poi i poteri centrali nella loro articolazione locale c’erano tutti. Ma restava il senso di una mancanza, quale? Poi un flash ricordandomi di due politici di razza, uno, Michele Forte che non c’è più, un altro Titta Giorgi che ancora dà le piste al mondo che mi insegnarono l’ arte complessa dello stare al mondo. Al Presidente Mattarella non abbiamo donato le pastarelle, non gli abbiamo preparato la falia, non abbiamo pensato al prosciutto, al vino di Cori, non abbiamo fatto il dovere dell’ospite non abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo fatto brutta figura.
Cosa avrebbe fatto Titta? Sarebbe andato da Mattarella e con le pastarelle in mano gli avrebbe detto “ecco, presidente, queste mangiale senza pane, so quelle che piacevano pure al Papa”.
L’ effetto? Non saremmo passati nell’ anonimato che è la tragedia più grande
Quindi? Sindaco nomini con urgenza come suo camerlengo, Titta Giorgi, e verrà che si parlerà di lei e del suo stile non di Anzalone, Valletta e i loro litigi e per prospettiva non avremmo uno zuccherificio dismesso ma la grandezza di 2000 anni di Storia e le pastarelle salvano, salvano la grandezza.