Uno Stato di tenacia: 77 di Israele

Uno Stato di tenacia: 77 di Israele

2 Maggio 2025 0 Di Lidano Grassucci

Scrivo questo articolo come presidente della associazione Una scelta per Davide, Latina amica di Israele

Non sono figlio di Israele ma pensare ad un popolo che senza terra vagante nel mondo ha portato per 2000 anni dentro di sé stesso la sua terra mi ha avvolto, affascinato. Gli ebrei hanno coltivato la tenacia dell’impossibile su questa terra e 77 anni fa quell’impossibile si è fatto vero. Non esiste nessuna tenacia nel mondo, ne è mai assistita, sopra questo pianeta e non esiste in “questa terra” un sentire propria la terra come qui.
Non entro in meriti, demeriti, fedi o ideologia ma scrivo di una tenacia, la sento evidente e di questo trovo fascino. Vengo da una terra che per molti era una espressione geografica e non una nazione nella sua casa, per farci Patria noi ci inventammo la lirica, la cantammo prima di averla. Una storia bellissima ma è niente davanti a chi si è sempre salutato con l’ auspicio che l’ anno a venire l’ incontro era a Gerusalemme che non aveva mai visto e che i suoi avi da generazioni non vedevamo. Israele è l’idea che la volontà tenace vince l’ impossible ostinato.
77 anni fa non è nato uno Stato ma si è fatto vera una speranza. Poi ogni cosa del mondo si è messa contro ma non si può battere una “speranza che si è fatta vera” concreta.
Non è il paese perfetto, ma è un paese libero e questa è la sua aggiunta di bellezza ed è l’ idea stessa per ogni libero che la libertà è possibile ci dovessero volere 2000 anni e più e dopo tutti gli eserciti del mondo a cancellare . Non amo la retorica ma la meraviglia si è una storia bellissima, poi penso al prezzo di questo tempo lungo tutta la storia umana e al costo del tempo contemporaneo e ribadisco l’ eccezionale di un popolo con la sua terra acquistata per “ostinazione”, tenuta per “speranza”.