Corso della Repubblica sarà un uliveto
13 Maggio 2025Pianteranno gli ulivi lungo corso della Repubblica.
Bene, l’ulivo è segno di Mediterraneo, ha il sapore della magna Grecia, è identitario è simbolo di pace, di ritorno alla terra con colombe che portano il ramoscello a Noè dopo il diluvio e la vita rinasce. Mica prosperi, allora suggerisco all’ assessore Annalisa Muzio, al sindaco che si sente sola (e forse lo è) di fare una bella festa di battesimo degli ulivi invitando una filiera culturale, della cultura dell’ulivo.
Dal sindaco di Gaeta che con le sue olive da pasto ha invaso il mondo, anzi ha contribuito a dare al mondo il commercio, poi il sindaco di Sonnino che di olio ci capisce e così un “fatto brutto” diventa diverso, bello, narrato.
L’ ulivo indica come la collina venga al piano e il piano si fa collina. Un simbolo di recupero della rottura tra la pianura e il suo entroterra, tra Latina e se stessa.
L’ulivo con è l’eucalipto, non è la quercia, non è la bonifica, non è la palude è la tenacia dell’ uomo e dell’ ulivo di fare di una terra con il mare in mezzo la civiltà del mondo.
Ecco, raccontate storie a forza di raccontarlo faremo una storia nostra, una storia di Latina nel suo mondo e non saremo Città nuova ( il nuovo ha un unico destino: diventerà vecchio) ma città della civiltà dell’ ulivo che è la civiltà dell’ occidentale.
Una cosa bella, se non lo è va tesa bella.
Corso della Repubblica viale degli ulivi, e magari invitare quello della sacra rappresentazione di Sezze e Maenza a recitare lì il bacio di Giuda e interrogarci se era il disegno del Padre o la sua era malvagità personale.
E magari proiettare “Non c’è pace tra gli ulivi” di Giuseppe de Santis, il grande regista che apre il filone del neorealismo che era di Fondi. Con un ulivo mille storie.


