Stori@fest, eccidio di Roccagorga? Ma non lo sapevo

Stori@fest, eccidio di Roccagorga? Ma non lo sapevo

19 Maggio 2025 1 Di Lidano Grassucci

Ma davvero? Non conoscevo questa storia? Però è interessante.
Secondo voi Perugia ignora le storie di Francesco ad Assisi? Secondo voi Parigi non canta la marsigliese perché non conosce Marsiglia? A Frosinone non sanno delle proprietà dell’ acqua di Fiuggi? Roma la capitale del mondo ignora i vini di Frascati?
Sono esempi di capitali e dell’ onere delle capitali di farsi orgoglio delle loro province.
Facciamo un convegno sull’ eccidio di Roccagorga: ne parliamo io, Lidano Grassucci, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune Cesare Bruni e il sindaco di Roccagorga Carla Amici.


La storia si svolge il 6 gennaio 1913 in cui muoiono per fuoco governativo 8 persone durante una manifestazione contro le gabelle, una pacifica protesta . Muoiono e nasce una campagna stampa condotta da Avanti! Diretto da Benito Mussolini allora socialista. Una campagna stampa Nazionale, di coscienza proletaria. Due processi, uno allo stesso Mussolini, una rivolta di donne contro patimenti e umiliazioni. Titoloni dei giornali dell’ epoca, dibattiti sulla libertà, e Roccagorga da periferia del mondo si fa centro del riscatto sociale del mondo.
Ma a Mussolini di poi non fara’ gioco ricordarsi del Mussolini di prima, a noi socialisti non farà gioco ricordare il compagno di allora alla luce del nemico di poi. Alla sinistra post guerra non farà gioco ricordare i figli dei tribolati di allora contadini e derelitti loro gramsciamente convinti di essere elite che guida la storia avendone l’ esclusiva della conoscenza.

La sala De Pasquale si riempie piano, io e Cesare abbiamo invitato fino anche a mia sorella e a suo fratello, ma con calma la sala si popola e ascolta.
Topo Gigio diceva “ma cosa mi dici mai”. Carla Amici testimonia i fatti e il ruolo delle donne, il senso di appartenenza e il suo orgoglio.
Siamo tre relatori, di idee diverse, dal nazionalismo di Cesare, al riformismo mio, al rigore della sinistra comunista di Carla ma… Ma tutti e tre figli degli ultimi, figli di chi stava dalla parte difficile del mondo con le famiglie che su una cosa non hanno avuto dubbi: ci dovevano fare studiare per non farci tribolare. Tutti e tre laureati, tutti e tre capaci di parlare in dialetto perché capaci di italiano.
La storia non è lineare, per i lineari quindi le curve sono da raddrizzare: Nenni era Repubblicano compagno di cella di Benito Mussolini socialista, poi…
Ecco la storia insegna alle sorprese.
Perché Latina rischia di essere periferia di periferia? Perché non conosce le sue storie, le nasconde. Perché non impara mai da chi ne conosce di più: i preti la diocesi non l’ hanno fermata a Borgo Faiti ma sono andati a Terracina, a Sezze e a Priverno ma qui manco questo sanno.

Ringrazio Elena Lusena e Nicoletta Zuliani per il loro lavoro e i consiglieri Valletta e Ranaldi per aver seguito i lavori.