Me ciama Lilli

Me ciama Lilli

23 Maggio 2025 0 Di Lidano Grassucci

Questo pezzo non è da giornalista ma personale, un bisogno mio, tutto mio in un tempo piccolo.

 

Sono andato a visitare me stesso, nel senso di fare visita a mia zia Maria che lotta in ospedale in una partita che è per tutti finita.

Vado, non la vedo da tempo, non sentivo il tempo possibile che, chi sta bene, rimuove sempre le cose dentro in ragione dei colori di fuori.

Non può riconoscermi, io la riconosco.

Mi si blocca tutto, la gola stringe, ho paura. Paura, ho come il senso che il pavimento mi inghiotta. Ho paura, di cosa? Ho paura che ora qui si spezzi la catena e la vita mia si faccia corta, corta, corta, come è corta la felicità rispetto al dolore.

Mi chiama Lilli quando mi chiama, si perché anche io sono stato bimbo e lei era già madre, parla veneto stretto, parla che per capirla “ciame’ l’interprete”.

È nata nel 1932 come Latina, è stata sempre al podere 1071 con le galline, le uova e prima le mucche.

Non è mica buona, sempre Bergamina è. I Bergamin sanno del vivere difficile e ci restano appiccicati anche senza generosità, che è un lusso.
Siamo io e lei… “Lilli te fetto gli anni, mi me ricordo il 17 de aprile”.
Mi me ricordo, la vedo la guardo, magra, che non sa che sono lì, ma io lo so. Ho paura, mi sento come un bimbo dentro una cattedrale che si è fatta piccola.

Ebbi un incidente stradale davanti casa, uno sconquasso, entrai in coma, l’ospedale era lo stesso ma era lei a guardare me che solo respiravo. Mi porto’ con una camionetta dei vigili del fuoco, non disse mai “Lilli El more”, pregò che vivessi rinascendo. Anche qui stava al posto di mia madre che era in un altro ospedale.
Sono qui e lei è al posto mio, tempo dopo
Pare nel volto come in Cristo di Mantegna.
Lilli, non mi chiama quasi più nessuno, non si addice ad un vecchio come me.
Ho paura. Poi dovrò dire che in fondo quel giorno che ero come lei ora, lei spero’ per me.
I tosi se tutti istesso, ma mi me ricordo Lilli”
Andò al paese di origine Piazzola sul Brenta e la gente la stava ad ascoltare perché parlava la loro lingua ma di un secolo prima, era la memoria di un posto dove non era mai stata.
Così è il tempo, una volta andò ad un quiz TV dove chiedevano quale tassa era più pesante, lei aveva appena pagato il passo carrabile alla Provincia e disse: “mi pensaria a tassa sui ponti”. Viveva in un mondo a parte, era bello il podere 1071.
Dai, dai, non so cosa posso darti. Ho paura.

 

Ho messo a corredo di questo pezzo una foto di mio cugino Massimo Giorgetta, nipote anche lei di zia Maria, un canale che lotta con la sabbia, per vivere. Grazie Massimo