Bacheca della solidarietà al direttore Grassucci

Bacheca della solidarietà al direttore Grassucci

28 Giugno 2025 0 Di Lidano Grassucci

Nicola Calandrini, senatore della Repubblica

Desidero esprimere la mia più ferma condanna per l’ignobile atto intimidatorio e antisemita rivolto al giornalista Lidano Grassucci. La scritta apparsa su un muro di via Fabio Filzi rappresenta un gesto vile, che offende non solo la persona coinvolta, ma l’intera comunità democratica e civile.

Attaccare chi esprime liberamente le proprie opinioni, con messaggi carichi di odio e simboli che richiamano una delle pagine più buie della nostra storia, è inaccettabile. A Grassucci va la mia piena solidarietà umana e istituzionale.

Ogni tentativo di minacciare chi si impegna per la verità e per la pace deve essere respinto con forza. L’antisemitismo e ogni forma di intolleranza non troveranno mai spazio nella nostra società.

Mi auguro che gli autori di questo gesto siano presto individuati e perseguiti con la massima severità.

Anna Maria Bilancia, sindaco di Privernoi

𝑫𝒆𝒅𝒊𝒄𝒂𝒕𝒐 𝒂 𝑳𝒊𝒅𝒂𝒏𝒐 𝒆 𝒂 𝑽𝒐𝒍𝒕𝒂𝒊𝒓𝒆

Sulle guerre, evito di prendere posizioni perché non riesco a riconoscere ragioni migliori o peggiori di altre, per me le guerre sono incomprensibili e inaccettabili, punto. Rispetto, però, chi con più coraggio e intraprendenza di me, si impegna in analisi e controanalisi e prende precise posizioni che, però, pur nella loro diversità, mai possono giustificare le vili e becere minacce di chi, evidentemente, è su altre posizioni.

Esprimo, perciò, piena solidarietà e vicinanza al mio amico Lidano Grassucci e rivendico il suo diritto a pensare ed esprimersi liberamente, come tutti.
Condanno fermamente chi in modo subdolo e codardo usa la violenza delle parole per intimorire un giornalista e uomo libero e per annichilire il valore e la dignità che la memoria della più grande tragedia umana rappresenta.

Quelle scritte sui muri, non solo feriscono Lidano, la storia e l’intera Comunità pontina, ma minano anche uno dei fondamenti della nostra democrazia che non ci chiede di essere d’accordo, ma di garantire che l’altro possa esprimere liberamente il suo pensiero, come già, quattro secoli fa, ci insegnò Voltaire.

Enrico Tiero , consigliere regionale Fdi
“Scritta antisemita, solidarietà al giornalista Lidano Grassucci”
 “Desidero esprimere la mia solidarietà al giornalista Lidano Grassucci vittima di un ignobile atto intimidatorio e antisemita. Una scritta vergognosa quella apparsa in via Fabio Filzi a Latina.
Si tratta di un episodio di antisemitismo, peraltro non isolato, che dimostra come sia in atto un’escalation contro chi esprime posizioni filo-israeliane. Lo Stato ha l’obbligo di intervenire per sgominare al più presto questi gruppi organizzati che operano vigliaccamente, inquinando la nostra società con il loro odio e la loro violenza, ledendo così la dignità e la libertà di ognuno di noi”.

 

Partito democratico di Latina

Due episodi gravi e inquietanti hanno colpito la nostra comunità: una minaccia mafiosa sia pure indiretta, rivolta alla procuratrice Luigia Spielli e una scritta antisemita indirizzata al giornalista Lidano Grassucci. Luigia Spinelli magistrata  da sempre in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata. Lidano Grassucci voce libera e coraggiosa del nostro giornalismo locale. Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza. Latina deve rispondere con fermezza, unità e consapevolezza, riaffermando i valori della democrazia, della convivenza e del rispetto

MAI COMPLICI MAI SILENZIOSI

 

STAMPA ROMANA

A Latina scritta antisemita contro Grassucci, la solidarietà di Stampa Romana. La scritta “Sei milioni di Grassucci” corredata da una svastica è comparsa su un muro a Latina. Un atto gravissimo, dal chiaro significato antisemita, contro Lidano Grassucci, collega pontino direttore di “Fatto a Latina” e presi

 

Salvatore De Meo, deputato europeo Forza Italia

Ciao Lidano ho letto da poco quanto accaduto. Episodio grave che testimonia il livello di odio ed ignoranza che si sta amplificando. Ti esprimo la mia vicinanza e solidarietà. Un caro saluto. Salvatore

 

Gerardo Stefanelli, presidente provincia di Latina e sindaco di Minturno

Questa settimana non si può parlare d’altro. A Latina è comparsa una scritta antisemita diretta al giornalista Lidano Grassucci. Una frase indegna, vergata con una svastica e un riferimento alle vittime dell’Olocausto.
Grassucci non è solo un giornalista: è un cittadino che ha deciso di esporsi, di difendere un’idea, e di farlo mettendoci la firma e la faccia. Oggi, più che mai, serve ricordare che l’informazione libera è presidio di democrazia.
Abbiamo spesso raccontato quanto il nostro tempo sembri sempre più ostile verso chi cerca di spiegare, approfondire, scavare. Ma quando si arriva al punto di voler zittire chi esprime un’opinione, allora significa che qualcosa si è rotto.
E non si tratta solo di Latina. La piega che sta prendendo il rapporto tra potere e informazione in Italia è preoccupante: le intercettazioni ai giornalisti, su cui solo pochi hanno avuto il coraggio di dire qualcosa; i tagli ai fondi per l’editoria, che come quelli alla politica, hanno trasformato la democrazia in un affare per pochi.
Perché – diciamolo chiaramente – la democrazia costa. E se smettiamo di investirci,  se smettiamo di garantire l’indipendenza economica di chi informa, se iniziamo a vedere i giornalisti come nemici, allora finisce che la stampa diventa proprietà di pochi, e la libertà un’illusione.
Una democrazia sana è quella dove il giornalista può “spiare” il potere, e non viceversa. Per questo oggi vogliamo dire una cosa semplice ma importante: siamo dalla parte di Lidano Grassucci e di tutti quelli che ogni giorno si prendono la responsabilità di scrivere, raccontare, denunciare. Anche quando fa male. Anche
quando fa paura. Anche quando non si è d’accordo. Perché la libertà, quando non la si esercita, quando non la si difende, non resta lì ad aspettarci. Si riduce, si restringe, scompare. Eppure, è proprio in questi momenti che il giornalismo diventa indispensabile. Quando il clima si fa pesante, quando la società è polarizzata, quando la paura si maschera da buonsenso e la violenza si insinua nel linguaggio.
Il gesto contro Grassucci è una ferita che riguarda tutti. Chi fa politica. Chi fa informazione. Chi vive in una città e vuole continuare a chiamarla “civile”.
La libertà di stampa non è una bandiera da sventolare quando ci fa comodo. È una garanzia quotidiana. E come tutte le garanzie, se non la custodisci, se non te ne prendi cura, prima o poi si rompe. Difendere chi informa, chi si espone, chi continua a raccontare, significa difendere noi stessi. E in fondo, è questo il punto: la democrazia non è il potere della maggioranza.
È il rispetto delle minoranze, la tutela delle differenze, il diritto di dissentire.
Tutto il resto è solo propaganda