Il diritto di Milano a scegliere per se stessa: bene Meloni e Fontana a difendere Sala
21 Luglio 2025E ora tocca a Giuseppe Sala (sindaco di MIlano), la magistratura ancora una volta vuole dettare regole che seguono la stessa regola di sempre “qui non dovete fare niente“. Milano è il motore dell’Italia, la turbina dell’Europa, è capace di rigenerarsi mille volte. E’ la città dei grattacieli, era stata la città operaia delle case di ringhiera, è città della moda ma anche capace di uscire dal modello fordista della vita in serie e farsi post moderna della innovazione con mille modi diversi di vivere, nessuno banale, anche dell’estetica dell’abitare.
La magistratura interviene, di nuovo a gamba tesa, di nuovo come per il Pio Albergo Trivulsio ai tempi di Bettino Craxi con la complicità dei comunisti orfano della madre patria russa.
Ma questa volta Giorgia Meloni, presidente del consiglio e leder di Fratelli d’Italia, e Attilio Fontana presidente della regione Lombardia non abboccano e difendono il sindaco Sala del Pd. Finalmente la politica trova l’orgoglio non nell’odio dell’avversario ma nel diritto di resistenza della sua dignità.
Dice a Milano non hanno applicato una legge del 1940, sì, di 85 anni fa. Stavamo con l‘Asse Roma-Berlino, stavamo entrando in guerra. Da allora Milano è diventata capitale della Resistenza, la città del boom economico, la città della finanza, la città della moda, del disegno industriale, della comunicazione, della ricerca e questi applicano norme del 1940 seguite da una legislazione urbanistica successiva più varia del numero delle formiche in un formicaio.
L’urbanistica di Milano la decide il Comune di Milano non i giudici. La politica, finalmente, e per intero rivendica la sua autononia che risiede della “sovranità del popolo”. I grattacieli di Milano sono il segno di un Paese che non vuole morire nel moralismo di retoriche che hanno fatto il loro tempo. Stefano Boeri è uno dei più grandi architetti contemporanei e non tutti gli architetti sono uguali. Bernini ha fatto le fontane di Roma (la Fontana delle Api, la Fontana del Moro, la Fontana dei Quattro Fiumi e la Fontana del Tritone) i giudici italiani gli avrebbero contestato di aver “superato” altri “fontanieri” in base ad una norma emanata da Costantino.
Sala deve governare fino al voto, poi giudicheranno i milanesi che sono sovrani.
A tutto c’è un limite: separazione delle carriere, responsabilità civile dei giudici, dare alla difesa la possibilità di essere pari alla accusa. Passare dal siamo tutti colpevoli salvo essere scoperti, all’essere innocenti fino a quando non si dimostra il contrario senza alcun dubbio da giudici terzi e non colleghi dell’inquisitore.



…la ducia non condanna Sala, come Fontana…ma chi ha affossato la legge salva Milano, votata alla camera da una larga maggioranza, e’ stato gnazzzzio, al senato… lasciando via libera ai magistrati…d’altronde, dopo aver sistemato un figlio, ne ha altri due che, giustamente, reclamano uguale trattamento…e se la Milano dei grattacieli chiude e licenzia tutti, chissenefrega…
…e questa separazione delle carriere non c’entra una mazza…sono decine i processi stroncati in assise o in appello perché il fatto non sussiste, il processo Open, iniziato e continuato nonostante la cassazione avesse sentenziato che non doveva neanche cominciare…Toti indagato fino a che non si è dimesso…Ricci, nelle Marche, indagato perché il buon lavoro svolto da sindaco è stato fonte di corruzione che non ha portato utilità in denaro al sindaco, ma, udite udite, consenso politico…come dire: potete chiudere tutto, ora ci siamo noi a stabilire chi è buono o chi non lo è…