Latina: da Aumenta a Passamonti per tacer di Guercio e Fanelli, la città che si fa da sé
20 Luglio 2025Ma cosa succede a Latina nella sua vita collettiva.
L’amministrazione si contorce su Abc, su come tenere pulita la città che, però, non smette di vivere. Se la politica non sceglie quel vuoto è riempito da altri, e si va avanti. In una città il mutamento è come il respirare: inevitabile.
Il centro storico di Latina per iniziativa della volontà di Massimo Passamonti di “divertirsi”, “di aver bisogno di socialità” (lui è originario di Norma e lì “uscire e’ un dovere”), poi della Pro Loco di Fabio Fanelli che riempie una notte, quella rosa. Naturalmente va dato atto all’amministrazione di aver “coltivato” questo fare. Potrei estendere la cosa a esperienze come quella di Maurizio Guercio sulla difesa del lago di Fogliano.
Emerge quindi una rete comunitaria, che imbastisce, cuce, cura, cambia.
Una rete che si estende e arriva la scelta sulla non scelta sul futuro dell” intermodale di Latina scalo. La politica davanti al riuso del sito (ex zuccherificio) ripropone il rosario dell” università invece un privato Aumenta lo prende, lui di mestiere fa il vivaista ma in grande ed ecco che la città giardino che va da Ninfa con i suoi giardini arriva fino al mare passando per un parco nazionale, un lago, la rete dei canali.
Ecco le cose, le cose cambiano come i ragazzi hanno fatto di un angolo morto di Latina la “città dei pub”. Bello? Bellissimo, ora l’ amministrazione non deve chiudere ma aprire alla società civile che Aumenta, Passamonti, Fanelli stanno dimostrando viva.
Il verde, lo sport, e il tempo libero sono gli assi su cui sta nascendo una nuova idea di città, la politica dovrebbe portare a sintesi questa possibilità: non più urbanistica ma botanica, non più rincorrere la Storia, ma scriverne un’altra



Scritto malissimo come al solito