Lettera di un macellaio sionista che sarei io che non mangio carne

Lettera di un macellaio sionista che sarei io che non mangio carne

27 Luglio 2025 0 Di Lidano Grassucci

 

La vita finisce per tutti,  il dio unico così ha fatto il mondo e per questo non ho simpatia per lui, ancor meno per chi parla in esclusiva a suo nome.

Quindi non dovrebbe morire alcun bambino, neanche quando si fa anziano.

Quindi non vorrei vedere morti ma vivi, gente in salute e non malati.

Ma non si può, per via del Signore, infinitamente buono, ma che ha creato anche la morte.

E i buoni sentimenti? Si trasformano in non dire niente, dire che l’ acqua è bagnata.

La guerra non mi piace, ma non mi piace neanche la pace se prevede la mia sottomissione. Sono nato libero e tale vorrei restare fino a che del mondo non mi importerà niente, perché sarò assente.

A Gaza si consuma un calvario, per dirlo da cristiano. Dirlo è scontato, ma la fine del calvario non può prevedere la crocifissione della libertà che, se crocifissa a Gerusalemme, lo sarà per il mondo intero. Come già è accaduto.
Anche Hitler è stato bimbo, pure Mussolini e spero Stalin bimbo sia stato curato dalla mamma. Ma quei bimbi hanno avuto un poi, poi la cattiveria si è impadronita di loro e si sono fatti orchi.

Che fare davanti agli orchi? Hamas sono orchi che hanno ucciso bimbi in fasce volutamente violentato donne, hanno agito inumanamente. Mandano a morire i loro stessi figli per contarli morti non amandoli vivi, che si sono dimenticati di essere stati bambini.

Io tra la libertà e la pace da schiavo scelgo la libertà. Ma come si fa a stare con chi si nasconde nei bunker mandando i bimbi, i loro fratelli, a morire. Con chi è indifferente non alla morte di bambini ma di ogni singolo bambino. Come guardano negli occhi quei bambini che mandano ad esporsi alle bombe ed ai proiettili.
Fermare le armi? Non dovevano neanche iniziare a sparare ma lo abbiamo dimenticato.
E sono macellaio perché sto con Israele,  ma chi mi accusa di questo questa domenica mattina è passato in macelleria, ha comperato carne che non era nata fettina. Il macellaio fa schifo ma comperano la carne in vaschetta e lodano la bontà dell’agnello del pastore ma cotto alla brace come se fosse nato morto.

Fuori di metafora io sarei macellaio ma la libertà, la carne in vaschetta, di questo occidente cattivo di macellai la vogliono, la pretendono tutti,  senza pagare pegno.
È bello da Roma dire pace subito a chi invece odia da secoli. Facile lavarsi le mani e dire che è ingiusto ma restare a fare salmi e non avere il coraggio di sporcarsi le mani con il rischio di essere “macellai”.
Nessun bambino deve morire e anche salvarne uno è salvarli tutti, ma i lupi non sono agnelli, i malvagi esistono e chi vuole che i bimbi siano salvi e liberi deve combattere gli orchi non arrendersi a loro, non stare dalla loro parte.

Non so quanti bimbi sono morti in questa guerra, io non li sommo ma li chiamo per nome. Non si muore collettivamente ma uno per uno.

Non giustificherò mai queste morti come non giustifico i morti di Dresda, quelli giapponesi della bomba atomica, la libertà ha un prezzo altissimo e ingiusto come è ingiusto un Dio che nel creare la vita ha progettato la morte.
Sono un macellaio? Sono uno che cerca di non mangiare carne, ma se qualcuno vuole impormi la sua carne mi ribello, la vita fa male.  La guerra fa schifo ma la pace non è un dono, è figlia della libertà e la libertà pretende sacrifici umani, ingiusti quanto volete ma così è.

A Monaco concedemmo tutto a Hitler, ci umiliammo nel disonore (per dirla con Churchill) non avemmo la pace ma la guerra