E Piazza del Popolo si fa memoria della citta’: arriva l’archivio di Stato
28 Luglio 2025Capita che le cose ti mutano tra le mani. Dagli anni 70 il centro storico di Latina è stato oggetto di ricollocazione. Si sono tolti punti di attrazione umana per spostarli in campagna.
Si è arrivati con la Giunta Coletta a non celebrare più i matrimoni in Comune decentrandoli in via Ezio. Come non fare matrimoni al Campidoglio per “decentrarli” a Spinaceto. Così il centro si è fatto non grigio o nero, ma inutile. Ora, passato mezzo secolo forse si cambia. Il sindaco di Latina, Matilde Celentano, insieme ad Antonio Tarasco, direttore generale degli archivio di Stato e Alessandra Dal Verme, direttore agenzia del demanio, hanno presentato il collocamento in centro, nell’ex edificio Teti, dell’ archivio di Stato. Un investimento complessivo di 4 milioni di euro è un investimento per dare funzioni al centro cittadino, si rilocalizza in centro.
Nuove persone che lavorano, utenti che ne usano i servizi e la integrazione con funzioni culturali già vive o in via di arrivo: biblioteca, museo Cambellotti, università con il Ruspi e la banca d’Italia, ma anche i teatri D’Annunzio e Moderno, i due cinema Corso e Supercinema e la direzione della Camera di Commercio Latina-Frosinone. Il centro non si svuota ma si riempie e questo per riportare funzioni, funzionalità e ragioni per andare in centro città. Non basta farne contenitore di iniziative, ma serve che sia utile alla città. Un cambio di mentalità e la consapevolezza che la città funziona se ha un equilibrio negli spazi, come un ingranaggio. Senza il centro cittadino, vivo e funzionale, la città semplicemente non esiste ma è una periferia.


