Celentano e “per colpa di chi” per Abc: intorno ad Addonizio
3 Agosto 2025Per colpa di chi, chi, chi, chi, chicchicchiricchiStanotte voglio stare accesoE dire sempre di sìPer colpa di chi, chi, chi, chi, chicchicchiricchi
Zucchero, per colpa di chi
Matilde Celentano, sindaqco di Latina, ora chiede la verifica, ha anche un untore: Franco Addonizio suo assessore. Si cerca sempre il capro espiatorio, quello che serve a evitare le colpe.
Poi colpevoli sono quelli di Noi moderati… Sono solo tre.
Ma, io credo che quando c’è male il male ha tanti padri, madri e ha pure i nonni.
Io se fossi Matilde Celentano partirei da dove ho sbagliato.
Un capo si assume la responsabilità degli errori dei suoi, non scarica ma si carica .
Ecco il sindaco dovrebbe fare il contrario di trovare chi ha sbagliato, se ha sbagliato, dovrebbe assumersi a se il ruolo: dire chiaro che è sovrana e non sta sotto il bilancio, i consulenti, le beghe tra partiti ma ha dentro il governo di tutto.
Non si perde in incredibili discussione sulla partita doppia ma “pretende una città pulita”.
ABC è del Comune non ha altri clienti non ha altri proprietari, in questi due anni è stata gestita del Comune quindi da tutti, nessuno escluso. Conseguenza? Se va bene, se va male, è bene o male di tutti
Per me, ABC nasce da una mostruosità ideologica della passata amministrazione e questo sta nei pesi per la minoranza. Ma ora c’è e deve “pulire” la città non diventare un caso di studio per la contabilità o per sofisticate interpretazioni giuridiche con esperti chiamati da ogni dove.
Se fossi il sindaco, ma non lo sono, direi “sono io che debbo tenere pulita la città e questo faro’, costi quel che costi”
Non è merito di Addonizio, non è colpa di Addonizio è merito o demerito della Giunta Celentano, di tutta perché fino ad ora tutti hanno avallato tutto, poi è anche questione di orgoglio davanti ai cittadini.
Aggiungo che resto dell’ avviso che i servizi operativi vanno affidati a privati, ad aziende grandi, ma non viviamo nella città di Dio ma in quella degli uomini e dobbiamo fare i conti con quello che c’è: c’è ABC.


