Aveva gli occhi pallidi

Aveva gli occhi pallidi

14 Agosto 2025 0 Di Lidano Grassucci

Aveva gli occhi pallidi. Lei se ne accorse subito, per restarne al seguito. Gli occhi pallidi, di quel chiaro che colpi’ i pellerossa d’America rispetto ai bianchi. Aveva gli occhi pallidi, direte male ceriti. Cosa ci trovi in un mondo abbronzato e di colore nel pallore? Non se lo spiego’ mai, ma mai, neanche a mente fredda dopo tempo che lui non ebbe, ma lei sì. Una storia pallida dove su un pallido sogno potevi scrivere forte. Nella vita lei aveva incontrato eroi, corridori capaci di vincere la Coppa Schneider tra idrovolanti, uomini dentro le azioni del mondo. Il pallido invece aveva difficoltà a saltare un sasso, anzi se ne fregava di sassi e acciottolato. Le gare? Già era stanco. Gli eroi? … Gli eroi, sembra strano ma gli teneva il passo a parole, dopo parole e correvano sulla via storie numerose come le auto in tangenziale. Ma pallidi erano gli occhi. Pallidi che parevano figli di un giocatore baro, di uno di quelli che ha la regina di quadri sempre pronta a cambiare il gioco. Anzi lei era certa che questo fosse. Fidati degli uomini di fatto mai dei pallidi bizantini. Quelli sono morenti e la vita è bella, viva colorata.
Occhi pallidi, era una sorta di ossessione e andò a guardare dietro la schiena, nelle tasche del panciotto. Gli altri giocatori erano con lei. “Costui bara”, “costui non è capace di limpido gioco”, al piu’ “gioca per il banco”. Lei controllo’ e non c’erano regime, jolli, o se volete matta, da portare in un gioco che c’era. Nessuno si penti’ dell’ accusa per via di quel pallore che certo lo condannava.
Aveva gli occhi pallidi, resse con pazienza di Giobbe ad ogni dolore, poi capì che era finito il tempo. Chiese scusa, lei ribadi che il tempo di una partita quello è. Si alzò, si girò sul tavolo le carte erano ancora nell’ ordine del gioco, guardo’ gli astanti e lei che lo vedeva pallido: ho fatto il mio gioco, leale, ma ho perduto tutto non capendo niente di questo cambiare della luce sul tavolo delle carte. A lei rivolse il saluto finale, era un altro gioco non sono stato baro”. Prese il cappotto, mise occhiali neri e se ne andò per la sua cattiva strada.
Aveva gli occhi pallidi.