Morti giovanili a Latina: quanti altri Simone, Federico e Davide dobbiamo piangere?

Morti giovanili a Latina: quanti altri Simone, Federico e Davide dobbiamo piangere?

19 Agosto 2025 0 Di Fabio Fanelli

Latina e la sua provincia si ritrovano troppo spesso a contare nomi che non dovrebbero mai diventare simboli di cronaca nera o di tragedie. Simone, Federico, Davide… tre volti, tre storie, tre giovani vite spezzate.
Morti giovanili, incidenti stradali, violenze senza senso: la nostra comunità si interroga, si commuove, piange. Poi, lentamente, tutto torna come prima. Ma quanto ancora possiamo permetterci di dimenticare?

Morti giovanili in provincia di Latina: una piaga che non si ferma

Nella provincia di Latina ogni anno decine di ragazzi perdono la vita. Alcuni per mano di assassini, travolti sulle strade.
Ogni volta la stessa domanda: “Perché?”
E soprattutto: “Quanti altri Simone, Federico e Davide dovremo ricordare prima di fermare questa scia di dolore?”

Incidenti stradali a Latina: la prima causa di morte tra i giovani

Gli incidenti stradali rappresentano oggi la principale causa di morte tra i giovani. Nelle notti pontine, tra curve buie, alcol, cellulari che distraggono e asfalti che tradiscono, si scrivono pagine di dolore.
Ogni croce sull’asfalto racconta una storia interrotta, ogni fiore lasciato lungo una strada è il simbolo di una vita che non c’è più.

Il silenzio che pesa sulla comunità

Di fronte a queste tragedie, ci sembra di essere muti. Si organizzano cortei, si appendono striscioni, si accendono candele. Ma il giorno dopo la routine cancella le lacrime.
Eppure, dietro ogni giovane che non torna a casa, c’è una domanda che brucia: perché i nostri ragazzi muoiono così?

Serve una scossa collettiva

Non bastano i ricordi, non bastano le commemorazioni. Serve una presa di coscienza collettiva. Educazione alla sicurezza stradale, prevenzione, controlli, ma anche cultura del rispetto della vita: la nostra e quella degli altri.
E serve soprattutto non voltarsi dall’altra parte. Perché ogni volta che smettiamo di parlarne, la prossima tragedia è già in agguato.

Latina e la sua provincia, non possono permettersi altri Simone, altri Federico, altri Davide.
Non possiamo abituarci a piangere i nostri ragazzi. Non possiamo cedere all’idea che “è sempre successo e sempre succederà”.
Il cambiamento è nelle scelte di ciascuno, nella responsabilità delle istituzioni, nell’impegno delle comunità.

Solo allora potremo dire che il sacrificio di questi giovani non è stato vano.