Il viaggio

Il viaggio

24 Agosto 2025 0 Di Nayeli ceccano

Ogni volta che vado in giro per il mondo incontro e cerco il mondo da cui sono partito. E’ inevitabile per me.

Mio padre costruì’ casa a Latina, per via che mamma era veneta voleva tornare a casa sua da Sezze dove vivevamo.

La cosa bislacca sta nel fatto che, visto che mio padre non era dello stesso avviso, mio nonno Lidano decise di aiutare la nuora e gli regalo’ il terreno su cui fare casa.

Nonno non era uomo di grande disponibilità, un uomo durissimo (tranne con me naturalmente) e fece questo perché capiva le ragioni della nuora, meno quelle del figlio .

Andarono via tutti da Sezze, ma io no.

Io dovevo stare con lui, con nonno Lillo, e nonna. Del resto mi chiamavo come lui, cose dei vecchi tempi.

Rimasi, e fui condannato comunque a quel posto che mi rimane dentro con l’ ossessiva presenta delle chiese, tante, affardellare.

Tante, ovunque ciascuna con la sua devozione, che in me diventano alcuna devozione.

Ecco nei paesi dell’ Umbria (dove sono stato qualche giorno) ho cominciato questo delirio ritrovato, questo rosario di passi, questo dolore di vivere, odore di cera e incenso. Chiese ogni due metri, in vicoli stretti, con facciate e rosoni che ti sbattevano in faccia, ti invadevano, non ti lasciavano, ti torturavano e ignoti turisti di credi diversi che vedevano quresta “credenza” che ti sbatteva la testa. Affreschi, ma Chiara e Francesco si amavano e chi osava essere più alto del Duomo di Orvieto che sta così in alto che lo tocchi il cielo che forse lo puoi toccare ma poi devi sprofondare nel pozzo di Patrizio per bere, se hai sete.

Santi, sante, mistiche, anime per dio e muri, muri, colori, affreschi, volti di un Nazareno e ricerca di fare vedere i vangeli a chi non sapeva leggere, gli esempi a chi non aveva vita. Così mi sono accorto che non stavo li ma stavo nel ventre del posto in cui ero nato. Stavo in questo pezzo del mondo in cui abbiamo l’ ossessione di salire al cielo nella paura di questa terra. Nelle città nuove le chiese sono rade, la mistica difficile, il demonio paga più Imu di Dio. 

Direte: ma dici di essere laico, anticlericale. Ed io vi rispondo appunto perchè per me leggere il volto di Maria è come andare in bici, se impari non riesci più a cadere, come vedere una croce che non puoi non guardare il cielo e il cielo non ti cade in testa. Cammini, ecco un’altra chiesa per un’altra adorazione.

Vago in un mondo che non conosco, ma un Pollicino ha messo le bricioline e non mi perdo leggo i muri. In fondo viaggiamo per ritrovarci, per essere nella madre