Da Itri all’Austria in bici: l’Italia vista dal sellino di un sognatore 

Da Itri all’Austria in bici: l’Italia vista dal sellino di un sognatore 

24 Agosto 2025 0 Di Michele Di Vozzo

C’è un ragazzo itrano che ha deciso di inseguire i propri sogni non con le parole, ma con i pedali. Si chiama Francesco Maggiacomo, ma tutti ormai lo conoscono come “Zio Filippo”.

Un soprannome, diventato simbolo di un’avventura chiamata “A spasso con zio”, vissuta tutta d’un fiato: 1326 chilometri in bicicletta, dal Cavone fino all’Austria, attraversando l’Italia da sud a nord, dal mar Tirreno fino alle sponde del mare Adriatico, per poi oltrepassare il confine e terminare la sua corsa tra le vette austriache.

Non una gara, ma una sfida. Con se stesso, con i propri limiti, con la stanchezza e con la solitudine. Una di quelle avventure che si sognano da bambini, ma che da adulti hanno un altro sapore…il sapore dei sogni che ti bruciano dentro.
Francesco ha dormito nei posti più improbabili sotto le stelle, nei rifugi improvvisati lungo la strada.

Ha incontrato volti nuovi, condiviso storie, raccolto sorrisi e consigli. Ogni chilometro è stato un passo verso qualcosa di più grande: la libertà.

Il viaggio è iniziato con un obiettivo chiaro: percorrere l’Italia, scoprendone l’anima vera, quella che non si vede dai finestrini delle auto né dai voli low cost. Una delle prime tappe più suggestive è stata il Santuario di Subiaco, immerso tra le montagne e il silenzio, quasi a voler dare un senso spirituale a questa impresa. Poi la bellezza senza tempo del Lago del Turano, raggiunto proprio a Ferragosto, come un regalo per l’anima dopo giorni di fatica, polvere e salite. E poi ancora, attraverso le campagne laziali, umbre, toscane e venete, tra vigneti, borghi e strade che sembrano dipinte.

Il meteo, spesso, non è stato amico. Temporali improvvisi hanno rallentato il tragitto, bagnato l’asfalto e raffreddato le ossa. Ma mai lo spirito. “Zio Filippo” ha stretto i denti, ha pedalato sotto la pioggia, ha affrontato il vento come se fosse un compagno di viaggio, non un ostacolo. È così che si forma il carattere, che si scolpiscono i sogni.

La settima tappa, tra le più emozionanti, lo ha portato fino all’Arena di Verona, simbolo eterno di bellezza e resistenza. Come se l’antico anfiteatro romano potesse in qualche modo rispecchiare il suo viaggio: epico, faticoso, irripetibile.

Dopo 1326 chilometri, l’arrivo in Austria è stato il coronamento di un’idea, condiviso con gli amici (che hanno creato una vera fan-page) e cresciuta a ogni giro di ruota. Ma in fondo, più del traguardo, è stato il cammino ad essere l’attore principale. La bellezza degli scorci italiani visti da una sella.

Il viaggio di Francesco Maggiacomo è un inno a chi sogna, a chi cerca qualcosa di più in ogni giorno. È la dimostrazione che per cambiare prospettiva non serve volare, basta pedalare. E che dai vicoli di via Curena si può arrivare ovunque, se si ha il coraggio di partire.

Non tutti i viaggi cambiano il mondo, ma alcuni cambiano chi li vive.

Questo è stato, sicuramente, uno di quelli.