30 giugno a Sabaudia: basta corse azzardate, la vita non torna

30 giugno a Sabaudia: basta corse azzardate, la vita non torna

29 Agosto 2025 0 Di Fabio Fanelli

Il 30 giugno segna per sempre la litoranea di Sabaudia. Quel giorno, un autobus Cotral, guidato in modo pericoloso e irresponsabile, ha tolto la vita a Simone Besco, lasciando dolore e rabbia che ancora oggi pesano sulla comunità. 

Da quel giorno, però, nulla può essere considerato “come prima”. Non lo può essere per i genitori che continuano a vedere quegli stessi autobus correre a velocità folli lungo la stessa strada, documentando e segnalando comportamenti pericolosi. Non lo può essere per un’azienda che risponde con frasi standard, fredde, distanti: “ci scusiamo… faremo verifiche… le auguriamo una buona giornata”.

Ma soprattutto, non lo può essere per tutti noi. Perché se la morte di un ragazzo non cambia nulla, allora significa che non abbiamo compreso la lezione più dura: la vita non è negoziabile, non è archiviabile, non è una pratica da protocollare.

Chi guida un autobus pubblico porta con sé non soltanto passeggeri, ma anche il destino di chiunque si trovi su quella strada. E ogni eccesso, ogni leggerezza, ogni corsa inutile può trasformarsi in tragedia. Non basta formare gli autisti, serve responsabilità quotidiana, controlli seri, un rispetto reale per la sicurezza.

Il 30 giugno deve restare un monito: la prudenza non può essere un consiglio, è l’unica strada possibile. Per Simone e per tutti quelli che percorrono ogni giorno le nostre strade.

“Il 30 giugno non sia solo una data da ricordare, ma un impegno da rispettare: guidare con responsabilità, sempre.”