La scritta Teatro e la sponsorizzazione che non serviva

La scritta Teatro e la sponsorizzazione che non serviva

15 Settembre 2025 0 Di maurizio guercio

VENDERSI PER 3.800 €.
Un caso di dignità (s)venduta.
​L’articolo, che a una prima lettura sembra una notizia di cronaca locale, è in realtà un documento che rivela la mercificazione della cultura. Il Comune di Latina si vanta di aver trovato due sponsor privati per l’insegna del Teatro D’Annunzio, ma la cifra in gioco —3.800€— è scandalosamente bassa e trasforma un potenziale atto di mecenatismo in una misera transazione commerciale.
​L’irrisoria cifra è il prezzo con cui il Comune ha (s)venduto la dignità di un’istituzione culturale. Per questa somma, le aziende sponsor ottengono in cambio una targa commemorativa all’interno del teatro, visibilità sui siti web e sui social del Comune e del teatro, e menzioni nei materiali promozionali. Questa non è una sponsorizzazione, è un accordo pubblicitario a basso costo, che vede il proprio patrimonio culturale ridotto ad operazione di marketing.
L’operazione è presentata con un linguaggio trionfalistico, quando il Comune dichiara che: “rinnova il proprio impegno a favore della promozione culturale” e il teatro diventa “un punto di riferimento non solo culturale, ma anche turistico e produttivo. “Questa retorica è l’ipocrita copertura di una decisione pragmatica: risparmiare.Il progetto non è nato da un’esigenza artistica o culturale, ma dalla ricerca di fondi per una cifra assai ridicola. Registriamo che il Comune di Latina non ha 3.800€ per realizzare l’insegna del suo teatro.
​In sintesi, l’articolo racconta la vicenda di un’istituzione pubblica che, per una manciata di euro, ha ceduto un pezzo del proprio valore simbolico.