I ragazzi, la vita e i nonni
15 Settembre 2025Un ragazzo si è suicidato qualche giorno fa nel sud pontino, aveva fatto la stessa cosa una ragazza a Latina qualche giorno fa. Non sono casi isolati e stanno dentro la scuola che è luogo di vita futura.
Che succede? Credo che siamo in un mondo fragile, ma non per debolezze ma per mancanza di quelle debolezze che una volta chiamavamo tenerezze.
La tenerezza dei nonni a fronte del rigore dei genitori, la arcigna e artata forza degli insegnanti a fronte della solidarietà dei compagni
La vita poteva segnarti con paure e brutti voti, ma trovavi sempre una nonna che si diceva “dai non fa niente, mangia a nonna”. O un compagno che ti ricordava che “a lui era andata peggio”.
Nonna non ti chiedeva mai del tuo errore, lo aveva già perdonato. Vedete oggi non ci perdoniamo nulla ma tutto diventa brutto, irrimediabile. Un brutto voto a scuola? Non è possibile, i bulli che sono imbecilli diventano mostri invincibili, nell’ indifferenza che “è normale”.
Tutto si fa mostro, nulla resta umano.
Da bambino non ero una forza della natura, anzi.
Non andavo veloce, ero una pippa a giocare a pallone, ma ne parlavo. Da ragazzo avevo più niente che poco, ma lo raccontavo dal niente. Insomma cercavo di non essere assente alla vita mia perché intorno avevo un mondo che non mi condannava mai ma mi accoglieva sempre.
Ero timido come una lumaca quando c’è la secca, ho aspettato la pioggia.
Cosa manca oggi? Credo che manchi la “possibilità” di essere imperfetti, non uguali, non nel modello. Manca la nonna con quella sua capacità di essere madre al cubo e manca il mito del nonno che era così saggio nei suoi silenzi parlanti. Manca che nessun tempo è perfetto e anche tra quelli del mio tempo il dolore non era assente.
Dobbiamo tornare a camminare ciascuno con il suo passo e a cercare il proprio talento e non a uniformarsi ad un modello.
I bulli volevano prendermi il motorino, avevo una paura da matto, ma mi ci sono incollato ho difeso non il mio motorino ma la mia paura. Quella paura mi ha fatto salvo. Ho paura e lo rivendico, ho paura di finire, di morire, di non essere io come sono ma per batterla credo bisogna vivere. Non bisogna dire al prossimo della sua perfezione ma presentare la carta di identità dell’ emozione.
I cattivi, anche i cattivi pensieri, come si battono (forse) cercando di non sentirsi mai sbagliati ma sempre migliorabili ma per sé stessi.
I bulli? Saranno brutti, i brutti voti saranno 10 nella vita.
Ho vissuto 64 anni, sono tanti, ma ho seminato non bontà, non cattiveria, ma mai indifferenza e questo mi fa distingueree cose del mondo e rimanere nel mondo.
Voglio dire: ai ragazzi consentiamo la paura, doniamogli dei nonni e quando sono nel terrore facciamo la pizza fritta, a volte funziona.


