Latina, la criminalità e la divisa
28 Settembre 2025A Latina ci sono le onde criminali. Tempi in cui si parla della città come di Chicago al tempo del proibizionismo. Tutti diventiamo criminologi, e diciamo la nostra su cose che non sappiamo. Se sapessimo dei criminali quelli non sarebbero più tali ma arrestati. Che succede a Latina? Non lo sa nessuno e verrà scoperto delle indagini, dal lavoro non eclatante di poliziotti e carabinieri che, per dirla alla De Gregori di l’amico campione, sanno fare il loro mestiere. Ma la sicurezza non si conta con l’ intelligenza delle indagini ma con la percezione di essere sicuri e per farlo non servono chiacchiere di sociologia criminale che indica fantomatiche mafie turche, albanesi, giamaicane o semplicemente dell’ Astura, ma carabinieri col pennacchio che girano per strada, tra la gente, poliziotti che salutano chiamando per nome la gente e se non la conoscono si presentano. Servirebbe che i vigili urbani girino per l’ “urbe” magari accettando un caffè della gente che gli racconta storie e tra tante storie forse inutili ma che saranno necessarie per capire dove stanno i mali quando se ne sentirà l’ odore.
Non serve parlare di sicurezza servono quelle divise che dicono che lo Stato c’è. Richiamo l’ ordine che il re di Sardegna diede ai carabinieri nel 1814: andate due a due per le vie del regno contro i malfattori.
Sapere la storia aiuta, le chiacchiere lasciano tutto tal quale.


