Corso Francia, la strada che uccide i sogni
5 Ottobre 2025Corso Francia, a Roma, non è solo una strada. È un fiume di asfalto dove le vite scorrono troppo veloci e, troppo spesso, si spezzano prima del tempo. Un luogo che dovrebbe essere un attraversamento sicuro, ma che negli anni si è trasformato in un cimitero a cielo aperto per chi osa attraversarlo sulle proprie gambe o su una bicicletta.
Il destino ha colpito ancora: Mattia Nicholas Liguori, giovane sognatore, è stato strappato al mondo mentre pedalava sulle strisce pedonali, in un gesto semplice, quotidiano, innocente. Come tanti prima di lui, Mattia non meritava di essere vittima di una strada che sembra divorare chi la attraversa. Gaia e Camilla, nel dicembre 2019, avevano già lasciato un vuoto insopportabile, e Leonardo, nel 2022, aveva incontrato la stessa tragica sorte. Ora, Mattia si aggiunge a questo elenco doloroso, come un frammento di cielo che cade sulla terra.
Martina, la mamma di Mattia, grida a gran voce ciò che tutti dovremmo sentire: basta! Basta con la leggerezza di chi ignora il pericolo, basta con la burocrazia che si muove troppo lentamente rispetto alla vita. Chiede interventi concreti, protezioni reali, segnali che siano più forti del rumore delle auto. Chiede che Corso Francia torni a essere una strada e non un luogo di lutto.
Le strade, come i fiumi, hanno bisogno di argini. Hanno bisogno di chi custodisca la vita che scorre su di esse, di segnali chiari, di luci che illuminino la notte e di ostacoli che frenino chi corre troppo. È ora che chi ha responsabilità raccolga questa richiesta: che non si contino più morti per chiedere sicurezza, ma che la sicurezza diventi un diritto prima che un prezzo da pagare.
Ogni vita spezzata qui è un campanello d’allarme, un eco che rimbomba tra i palazzi di Roma, un invito urgente a fermarsi e pensare: le strade sono nostre, e nessun asfalto vale il sacrificio di un ragazzo.
Corso Francia non deve più essere una sentenza. Deve diventare un luogo dove i sogni possono pedalare in libertà, dove i piedi dei bambini e dei giovani possano toccare l’asfalto senza timore. Per Mattia, per Gaia, per Camilla, per Leonardo, e per tutti i sogni che ancora devono vivere.


