La fine di Hamas e l’insignificanza delle regate

La fine di Hamas e l’insignificanza delle regate

5 Ottobre 2025 0 Di Lidano Grassucci

E’ scoppiata la pace a Gaza? Mentre i pacifici giocano con le barchette e piangono per la crema solare e l’ amuchina negati, il mondo muta. Hamas dice di essere disposta a restituire gli ostaggi vivi e morti, ma non può dire che ormai è militarmente finita, politicamente isolata. I nostri analisti in TV parlavano della navigazione nessuno vedeva le trattative, il disagio del mondo arabo che sta cercando il futuro in questo inferno già troppo passato. Tutti presi dalle riprese sulle navi e dal cercare l’ ebreo cattivo in nome di tutti gli altri umani buoni e vittime. Hamas non ha nulla più da dire ai suoi a cui ha inflitto una tragedia. Intanto il sud del Libano è senza lanciatori di missili, i confini con la Siria sono “assicurati”, diritti dei drusi compresi, lo Yemen non fa paura anzi si aprono spazi per gli accordi di Abramo e l’Iran è quasi dissanguata nel suo orrore teocratico. Nessuno ha segnato che il Qatar non ha mosso più di tanto dopo il bombardamento israeliano nel loro territorio, nessuno ha detto del rigore egiziano ad evitare coinvolgimento e a importare l’ estremismo di Hamas. Si vedeva il minuetto europeo e nessuno vedeva il cambiamento del mondo. Certo il politicamente corretto annebbia le analisi. Quindi? La storia non era nella flottilla, la storia non sta nelle piazze italiane ma nel mondo così grande e sta nel fatto che i terroristi sono stati sconfitti in una guerra, una guerra terribile come terribile è stato il 7 ottobre. Oltre Hamas a perdere è stata anche la buona creanza dell’ occidente che ha negato il suo sangue per odio agli ebrei, di questo resteranno tanti morti da piangere e un odio tra noi che abbiamo conosciuto con sei milioni di morti. Questo è.

E Trump questa volta ha fatto il suo, anche i cattivi non sono più così cattivi e anche i buoni talvolta sono inutili.