Keir Starmer vs Palantir, il minore dei due mali?
10 Ottobre 2025Il governo britannico ha scatenato un terremoto politico con ‘introduzione di un sistema di identificazione obbligatoria per accedere a Internet. La misura, promossa dal primo ministro Keir Starmer, è stata definita da Palantir, la più grande azienda mondiale di sicurezza informatica, come “anticostituzionale e pericolosa per la libertà individuale”.
Il responsabile di Palantir nel Regno Unito, Louis Mosley, ha criticato i piani del governo riguardo all’identità digitale e ha dichiarato che l’azienda non presenterà offerte per alcun contratto legato a questa iniziativa.
Mosley ha spiegato: «Palantir ha da sempre la politica di aiutare i governi democraticamente eletti a realizzare le politiche per cui sono stati eletti, e questo spesso ha significato partecipare all’attuazione di misure molto controverse. Tuttavia, l’identità digitale non è stata un tema discusso alle ultime elezioni, non era presente nel manifesto elettorale. Quindi non c’è stato quel chiaro e esplicito sostegno pubblico alle urne che ne giustifichi l’attuazione. È per questo che non è un progetto che fa per noi».
Obbligare i cittadini a registrarsi con un ID digitale per navigare online rappresenta una violazione dei diritti fondamentali, aprendo la strada a una sorveglianza di massa senza precedenti.
La controversia nasce dal fatto che nessuno abbia votato per favorire o oppure questa manovra, ne sia stata introdotta all’interno del Manifesto del “partito laburista” che avrebbe fatto meglio a rimanere all’opposizione come fatto nei passati 14 anni.
Quando persino Palantir, che normalmente collabora con governi e agenzie di intelligence, il cui presidente, Peter Thiel, famoso per avere 3 interessi: costruire droni con intelligenza artificiale avanzatissimi capaci di operare in autonomia; collaborare con i governi per monitorare persone all’interno del proprio Paese, tramite telecamere, dati digitali, telefoni o internet; infine appassionato lettore e divulgatore e amatore dell’anticristo….
Quando persino l’azienda più comicamente “super cattiva” prende posizione pubblicamente contro il primo ministro britannico Keir Starmer, forse bisogna rivedere le proprie politiche!


