Palestina e quel ragazzo che non ha ucciso, non hanno ucciso ma si è ucciso per amore
12 Ottobre 2025Leggo di un ragazzo di Israele che si è ucciso . Perché? Due anni fa, il 7 ottobre, hanno assassinato la sua ragazza nel pogrom. Lei, vittima tra tanti, ma per lui l’ unica vittima tanto che vittima era anche lui. Un ragazzo che oggi senza il pogrom forse sarebbe stato a litigare con lei per quel viaggio da fare a Parigi o fate voi, o lei a litigare a lui che aveva guardato un’ altra ragazza sulla spiaggia di Tel Aviv, poi ne avrebbero riso e fatto l’ amore come se fosse sempre giorno e festa per tutto il giorno. Si è ucciso perché non aveva senso restare davanti al mondo perso che era quel poco che avevano fatto insieme ma quel poco era essere felici e non mi pare poco.
Oggi è tempo di pace, forse, ma questo ragazzo che non viene ucciso, che non uccide, ma si uccide è il tempo che volevo dirvi tra idioti che pensano la vita liscia come l’ olio e loro “sempre con la ragione e mai col torto”.
Il ragazzo si chiamava Roei, un ragazzo che per due anni ha pianto la sua tragedia nella tragedia. Non sarà scritto il suo nome nel libro della storia verrà dimenticato ma lui per due anni ha ricordato la sua ragazza, senza sosta, senza respiro, tormento di amare. La differenza nel mondo: ricordare al mondo un ragazzo che ama fino a morire per avere lezione di vivere. Era ebreo, era israeliano ma poteva essere di ogni parte del mondo ma quella parte del mondo deve riconoscere l’ amore quando viene e non l’ odio da ricercare, imporre. Si chiamava Roei, era un ragazzo non lo hanno ucciso, non ha ucciso, si è ucciso per


