La solitudine di Tiero e quelli che parlano sottovoce
17 Ottobre 2025Dice non scrivi della vicenda di Enrico Tiero? Premetto, come è giusto che sia, che lo conosco personalmente da anni (il giornalismo in provincia ha in questo la sua particolarità: parli e scrivi di persone che conosci), ho seguito la vicenda che è fatta di accuse a lui non certo lievi, ma non posso certo stabilire io una verità che non conosco, conosciamo le accuse, sentiremo le difese. Certo ora, per questo ho premesso che lo conosco, in tanti diranno “Tiero, chi è costui”. Il mio scrivere non conta nulla nel suo percorso davanti alla giustizia ma l’ analisi dei comportamenti sociali sì. Mi capito con Delio Redi, lui era sindaco potentissimo, io giovane cronista, non poteva camminare per strada per quanta gente lo fermava, gli chiedeva, lo implorava. Fu colpito, per il suo agire, da una inchiesta: nessuno parlava con lui e i tanti che si avvicinavano per strada ora si scansavano, provavano fastidio. Non ho mai amato i democristiani, Redi come sindaco non mi piaceva e lo criticavo sulle pagine di Latina Oggi il giornale per cui lavoravo, ma mi sentii in dovere di andarlo a salutare nel suo solitario camminare. Non l’ ho assolto o condannato, io non sono nessuno, ma ho visto un uomo e mi sono avvicinato. Oggi sento parlare sottovoce quando prima si cercava il contatto. Leggo le cose dell’ accusa, leggo le intercettazioni, molte sono cose sue che non dovrebbero comparire ma le pruderie sono tante, spero per lui che spieghi convincendo i giudici sugli addebiti. Io posso aggiungere nulla sulle indagini molto sulla solitudine dei tanti che lo strattonavano ed ora parlano sottovoce.


