Q4 e Q5, i soldi ci sono ma non si vedono

Q4 e Q5, i soldi ci sono ma non si vedono

17 Novembre 2025 1 Di Maria Corsetti

Ci sono storie che si perdono per la strada e diventa difficile capire quando e come è potuto accadere. Si possono però cercare i pezzi delle storie e provare a metterli insieme: quella che uscirà sarà una storia diversa grazie alla quale non tutto sarà perduto.

Sabato 15 novembre al Circolo cittadino si è parlato dei quartieri Q4 e Q5, una realtà da 26mila abitanti tenuta ai margini della narrazione della città nuova che, se vede la sua nascita e la sua infanzia nel centro e nei borghi, vive la sua adolescenza e si incammina verso la maturità proprio con i Quartieri Nuova Latina e Nascosa.

Fin qui stiamo nella storia conosciuta, che si può raccontare in tanti modi, e che è stata introdotta dal giornalista Paolo Iannuccelli. Oltre quello che si vede ci sono poi le storie dimenticate, di cui i tanti che avevano memoria sono non ci sono più. Sono storie sepolte tra le carte, tra le pieghe di una burocrazia sempre troppo complicata da capire e da affrontare. Succede che un giorno qualcuno tira fuori questa storia, che qualcun altro gli fa eco, anche con toni diversi, ma la questione è aperta, il dibattito è avviato. C’è da sperare che la palude non risucchi il momento.

La presentazione del libro La nascita dei quartieri Q4 e Q5 a firma dell’imprenditore Gervasio Marini è stata l’occasione per tirare fuori un 5% di cubatura che il Comune avrebbe, ma di cui nessuno si interessa. E non si tratta di simpatie o di colore politico: tante amministrazioni sono passate, e più di qualche commissario, ma per capire bene ci vuole tempo, impegno e non ultimo un input che deve arrivare da qualche parte e non mollare mai, ci vuole un attimo a cambiare idea.

La questione starebbe nella norma di piano che stabiliva che ogni proprietario originario dovesse riservare una percentuale pari al 5% in favore del Comune di Latina, il quale con il ricavato avrebbe dovuto concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione secondaria.

«Dove stanno? – ci si chiede nell’introduzione – E qui parte tutta la sfilza di frasi fatte: in tasca a qualche politico, spartiti tra gli amministratori, farcito le bustarelle, mangiati dai costruttori. Nossignori, questo tesoretto sta sotto gli occhi di tutti, intoccato, pronto per essere speso quando qualcuno da Piazza del Popolo deciderà di metterci mano. Il tesoretto è rappresentato dal 5% di tutta la cubatura dei quartieri che, per dirla in maniera breve, è stato ceduto da ogni proprietario al Comune affinché lo stesso Comune potesse realizzare liquidità da investire in servizi. In pratica molti, quasi tutti, i proprietari, non sanno che il Comune ha nei loro confronti l’obbligo di realizzare i servizi, obbligo che avrebbe comunque a prescindere dal 5%, ma che qui è stato addirittura finanziato dai privati. Se il Comune vendesse quel 5% avrebbe le somme necessarie per realizzare i servizi, ma il rischio è che tutto cada nell’oblio. Altro che palude, altro che sabbie mobili: la mancanza di memoria sta risucchiando tutto per seppellirlo definitivamente».

Missione impossibile oppure si può salvare il salvabile? Marini ha dato il via, rendendosi disponibile a donare una copia del volume a chiunque dei quartieri ne faccia richiesta. A tradurre la narrazione in termini tecnici ci ha pensato l’ingegner Fabrizio Ferracci, che, mappe alla mano, ha ricostruito i passaggi che hanno portato alla nascita dei quartieri.

Intanto i quartieri non stanno a guardare: alla presentazione è intervenuta Mariassunta D’Alessio che ha richiamato l’attenzione sulla questione del collegamento con il centro, oggi realizzato attraverso tre sottopassaggi, sottolineando come si siano evitate ulteriori tragedie rispetto al passato quando il collegamento era a raso sulla Pontina. E qui è uscita un’altra storia ancora, quella della Pontina che avrebbe dovuto deviare a Borgo Piave per passare tra la città e l’Appia, progetto di mezzo secolo fa, rimasto dentro qualche cassetto.

È intervenuta Antonella Finotti, che già in passato ha scritto sulle vicende dei quartieri, lei che negli anni ‘70 aveva acquistato il terreno per costruire una casa in campagna e si è ritrovata nel pieno di una lottizzazione. Lei che è sempre stata una voce dei quartieri e ha cercato di mantenere la memoria di certi passaggi, ha ricordato come gli abitanti a un certo punto si siano ritrovati a parlare, a confrontarsi. Ha ricordato il portale, www. q4q5.it – esperienza unica a Latina – dove i cittadini hanno potuto confrontarsi fino a trasformare il confronto virtuale in reale, creando senso di appartenenza.

E il Comune di Latina? Non è mancato affatto, anzi, ci ha messo la faccia. L’assessore all’urbanistica, Annalisa Muzio, impegnata a Tresigallo per un patto nel segno comune del razionalismo, ha inviato un messaggio con il quale si è impegnata   a condividere una serie di incontri pubblici «affinché la riflessione sulla nostra città e sulle sue trasformazioni possa diventare un’occasione di crescita e partecipazione per tutti». Intervenuto, subito dopo i saluti di benvenuto del presidente del Circolo cittadino, Bruno Bulgarelli, il consigliere comunale e presidente della Commissione Ambiente, Alessandro Porzi, che, da ingegnere, ha messo in luce alcuni aspetti tecnici, sottolineando l’interesse a riaprire un capitolo destinato altrimenti a finire nel nulla. In chiusura è intervenuto anche il consigliere comunale Mario Faticoni, consigliere comunale e presidente della Commissione Bilancio per ribadire l’impegno a trovare una strada che portare alle somme che sono lì, non proprio facili da recuperare, ma che comunque ci sono.

 

La nascita dei Quartieri Q4 e Q5 non è in vendita. È stato donato agli intervenuti alla presentazione di sabato 15 novembre e sarà donato in occasione delle prossime presentazioni.

La nascita dei quartieri Q4 e Q5 di Gervasio Marini.

Prefazione di Paolo Iannuccelli

Immagine di copertina di Giuliana Bocconcello