L’arte che salva. Musica e storia con la Polifonica Pontina

L’arte che salva. Musica e storia con la Polifonica Pontina

23 Dicembre 2025 0 Di Maria Corsetti

I tempi sono confusi, arrotolati su se stessi, i giorni passano con il tempo che si sfrange tra le mani. Si parla di cultura, fare cultura, parole spappolate che escono a raffica senza che nessuno le  stia più a sentire. Fare, realizzare, mostrare, condividere: fosse questa la sequenza dell’equivoco di adesso, ansia, stress, depressione. 

La domenica pomeriggio, il significato della domenica pomeriggio, quel tempo dedicato al riposo attivo, alla cura dell’anima attraverso il bello, l’arte. 

Praticare l’arte, un esercizio retrocesso in serie B, come se millenni di storia non contassero nulla, come se il futuro potesse partire da invenzioni di ieri, senza spingersi neanche fino all’altro ieri. 

Questo per dire che nello spettacolo I Suoni e le Parole delle Città del Silenzio: da San Tommaso D’Aquino ad Alberto Moravia e Tiziano Ferro a cura della Polifonica Pontina si respira il senso delle fondamenta di quello che siamo. 

L’operazione non è delle più semplici. Si parte da gente gente comune, gente di tutti i giorni che la sera si ritrova per cantare nel coro, per trovare quella strada che porta la voce dritta nell’anima. Ci vogliono sere e sere, ore su ore, dopo le tante ore della giornata, per scoprire la propria voce e fonderla con le altre, in una melodia che nasce dall’acqua e inizia a volare. E’ la domenica che precede il Natale, un tempo frenetico per arrivare in forma alla Vigilia, ma in tanti hanno deciso di disertare lo shopping e di darsi appuntamento al Teatro Fiamme Gialle di Sabaudia. Per ascoltare la musica, diretta dal maestro Cristiano Accardi,  e le storie raccontate dal giornalista Grassucci,  il direttore di Fattoalatina.it che, giacca e cravatta – l’outfit non è un dettaglio, è sostanza stessa di certe situazioni – racconta storie di palude,  storie di un tempo antico, storie che si rincorrono in questo mondo sotto il sole, che non conosce le ombre delle architetture medievali. “Lo sapete qui chi c’è passato”, lo sapete che dicono di noi. La normalità si fa incredibile, se a guardarla sono altri occhi.

Lidano Grassucci racconta di Alberto Moravia, di Dacia Maraini, di Pier Paolo Pasolini. racconta di quelle dune chiare che somigliano a quelle di Dakar, ma le sorelle africane non hanno i laghi e le colline, non hanno la Maga Circe che trasformò gli uomini di Ulisse in maiali, forse antenati di quei cinghiali che si siamo abituati a incontrare. Si passa dal presente al passato, in una operazione di consapevolezza direbbe qualcuno, avendo ragione perché è proprio quello che accade.

Carlo Carturan, presidente dal 2023 della Polifonica Pontina,  è orgoglioso, giustamente, di una performance che coglie nel segno, librandosi tra musica e storia, senza perdere ritmo. 

Per un attimo, per tanti attimi, è davvero domenica pomeriggio.

Il sindaco Alberto Mosca è arrivato puntuale, ha ascoltato, non vorrebbe intervenire, ma nella logica della domenica pomeriggio ci sono anche i saluti istituzionali. Brevi, ma pieni di promesse, magari si può replicare in estate. 

Si chiude mentre Vittoria. insieme al papà, il baritono Marco Severin,  intona Tiziano Ferro e la sua “Latina” , un omaggio a una città  – e questo l’ho imparato proprio domenica pomeriggio – cantata anche da Francesco De Gregori come una grande città  del Nord in “Nero”.

L’evento è stato realizzato anche grazie al contributo della Regione Lazio che ha premiato l’idea finalizzata alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio, tendendo al suo sviluppo mediante la creazione di momenti diversi dai tradizionali canoni di attrattiva turistica.

Nel quadro delle iniziative ufficiali del Comune e delle attività inserite nel calendario “LATINA SI ILLUMINA TRA LA MAGIA DEL NATALE E LA FIAMMA OLIMPICA” si segnala che venerdì 26 dicembre la POLIFONICA PONTINA, l’ Ensemble “ALLEGRO con BRIO” e la Banda “G. ROSSINI” apriranno il programma dei festeggiamenti per la XIX tappa del viaggio della Fiamma Olimpica, salendo sul palco grande in piazza del Popolo a partire dalle 16.00.

Ci sarà l’esecuzione del CANTO degli ITALIANI (Inno di Novaro-Mameli), cui seguirà una parte di programma dedicata – ovviamente – alla tradizione natalizia, per terminare con il vigoroso Inno Olimpico, che i Maestri delle tre formazioni hanno trascritto dall’ originale Ολυμπιακός Ύμνος (Olympiakós Ýmnos), brano musicale composto dal musicista Spyrìdon Samàras su parole del poeta Kostis Palamas, eseguito per la prima volta in occasione della cerimonia di apertura della prima edizione dei Giochi Olimpici di Atene del 1896 e dichiarato Inno Olimpico ufficiale dal CIO nel 1958.

Nell’ esecuzione dell’Inno Olimpico spiccherà la voce del baritono Marco Severin originario di Latina, componente in tenera età proprio della Polifonica Pontina, diplomato nel 2010 presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dal 2011 al 2023 componente della Cappella Musicale Pontificia Sistina, per poi divenire, ed essere attualmente, componente del Coro del Teatro dell’Opera di Roma.