Khamenei è morto, terza guerra mondiale?

Khamenei è morto, terza guerra mondiale?

2 Marzo 2026 0 Di Davide Venditti

Il supremo leader iraniano Khamenei è morto il 28 febbraio 2026 durante un massiccio attacco aereo coordinato dagli Stati Uniti e da Israele contro obiettivi strategici a Tehran, colpendo in particolare il suo complesso di leadership nel cuore della capitale. L’operazione, condotta con l’obiettivo di eliminare il vertice politico e militare della Repubblica islamica, ha travolto non solo Khamenei ma anche diversi altri alti responsabili dello Stato e delle forze armate iraniane. Secondo fonti internazionali e conferme emerse nelle ore successive, l’attacco ha ucciso il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Mohammad Pakpour, il consigliere per la sicurezza di Khamenei Ali Shamkhani, il capo dell’intelligence militare Salah Asadi e il generale Mohammad Shirazi, tra gli ufficiali di più alto profilo presenti nella capitale durante i bombardamenti, insieme a decine di altri membri dell’apparato di comando iraniano e familiari del leader.

L’Iran nelle successive ore ha attaccato:

Israele

Emirati Arabi Uniti

Bahrain

Kuwait

Qatar

Giordania

Arabia Saudita

Iraq

Italia (ambasciate e sedi diplomatiche)

Germania (ambasciate e centri culturali)

Regno Unito (ambasciate e uffici commerciali)

Francia (ambasciate e centri diplomatici)

Stati Uniti (rappresentanze diplomatiche in Medio Oriente)

Turchia (ambasciate e uffici governativi).

La morte di Khamenei e dei più stretti collaboratori ha spinto il regime a dichiarare un periodo di 40 giorni di lutto nazionale, mentre le autorità hanno promesso che la vendetta è un dovere sacro. Allo stesso tempo, la reazione internazionale è stata immediata, con la prospettiva di un conflitto regionale ampliato che coinvolge basi militari, stati del Golfo e alleanze globali, e con massicce operazioni di risposta iraniana che hanno incluso lanci di missili e droni verso obiettivi israeliani e statunitensi in varie aree del Medio Oriente, contribuendo a un’escalation di violenza su vasta scala. Inoltre, il governo francese ha deciso di devi­are verso il Mediterraneo orientale il gruppo aeronavale della Charles de Gaulle, interrompendo un dispiegamento previsto nel mar Baltico, in risposta alla crisi regionale dopo la morte di Khamenei e gli attacchi successivi.